CecalSrl

Gent.ma Dott.ssa Lucia Borsellino,
La scorsa notte il mio bambino, nato quasi 22 mesi fa nel Centro Nascite di Cefalù, dormiva con me e mia moglie nel lettone, perché aveva come condiviso la nostra inquietudine e, però, mi scalciava, quasi a ricordarmi il mio debito di gratitudine con quel personale medico, ostetrico e infermieristico che, mostrando tutta la propria professionalità, disponibilità e gentilezza, aveva accudito la mamma, lo aveva fatto nascere in tutta sicurezza, si era preso cura di lui con sensibilità non comune: questo aveva fatto con lui, non per privilegio di un singolo, ma allo stesso modo di migliaia di altri bimbi, venuti al mondo a Cefalù in questi anni di attività del Centro Nascite dell’Ospedale ora “Giglio”.
Questa lettera nasce da quell’inquietudine, che è mia, di mia moglie, come di migliaia e migliaia di cittadini di Cefalù e delle Madonie, e si associa alla delusione e alla rabbia verso la sua decisione di chiudere il Centro Nascite dell’appena costituita Fondazione Ospedale “Giglio” di Cefalù: non ho esitazione alcuna a definire tale provvedimento ingiusto, sbagliato e pericoloso.
1) Ingiusto perché colpisce una struttura che, nel settore, ha dimostrato di saper crescere, in qualità e nel numero di parti; è una struttura pubblica a servizio di un territorio molto vasto, che va dalla costa tirrenica alle basse Madonie, a San Mauro Castelverde, ai Nebrodi occidentali; è inserita in un Ospedale che la Regione di cui Lei è Assessore vuol rilanciare investendo i soldini di tutti; offre il suo servizio ad un territorio ad alto richiamo turistico, che registra centinaia di migliaia di presenze annue; non è certo inferiore, per numero di parti, per efficienza, pulizia e professionalità rispetto ad altri Centri Nascita che sono rimasti inspiegabilmente aperti.
2) Sbagliato perché avviene non in base a valutazioni ponderate e approfondite, di concerto, come la politica dovrebbe sempre fare, con gli interessati, ma di riflesso a fatti tragici sì, ma contingenti e non legati alle strutture colpite dalla chiusura, lasciandosi intimidire dalle minacce di un Ministro in grado solo, a livello nazionale, di scodinzolare davanti all’influenza dei potentati della Sanità e del Farmaco, mentre strilla anatemi, su precisi ordini di partito, per colpire la non a sé allineata Regione Sicilia; altresì sbagliato perché da una giunta regionale con i nomi di Crocetta e Borsellino mi sarei aspettato, anziché la chiusura di strutture sanitarie e le continue sforbiciate al welfare, un loro atteso potenziamento, finanziato con drastici tagli agli sprechi dell’amministrazione regionale e alle spese di rappresentanza, la responsabilizzazione dei dipendenti regionali e la totale eliminazione degli incarichi esterni negli uffici di gabinetto degli assessori, l’efficiente messa a reddito del patrimonio artistico e monumentale della Regione, il rispetto della Costituzione con la chiusura dei contributi all’iniziativa privata, che dev’essere sì libera ma “senza oneri per lo Stato”; un errore grave quello di vedere i nemici del buon governo in quelli, come i piccoli ospedali con i Centri nascite, un po’ come le scuole o i commissariati, che, se resi efficienti con investimenti mirati, sono dei veri presidi dello Stato nel territorio, ben più controllabili da infiltrazioni del malaffare e della criminalità che le mega concentrazioni sanitarie, aventi grandi spese (e sprechi), o la galassia spesso fatta di materia oscura (come la storia della mafia ha dimostrato) della Sanità privata… e di questi elementi di base nella concreta lotta alla mafia chi si chiama Borsellino e Crocetta dovrebbe sapere benissimo!
3) Pericoloso perché il Centro Nascite di Cefalù consente una sicurezza notevolmente maggiore per partorienti di San Mauro Castelverde o Pollina, Isnello o Tusa, costrette a far presto percorrendo le strade in pessime condizioni del nostro territorio: si immagini d’inverno o in condizioni di salute precaria! O pensa che tutte abbiano la possibilità di un ricovero di lusso in qualche clinica privata? Pericoloso altresì perché costringe a più lunghi “viaggi della speranza” per il parto un numero molto molto superiore di partorienti, aggiungendo quelle di una Città come Cefalù e di altri paesi ad essa vicini, quindi aumentando le percentuali complessive di rischio. Pericoloso, persino, per la microeconomia locale, che viene privata dalle chance offerte – come Lei che è mamma ben capisce – dalla presenza di un Centro nascite in una Città già con diffusa crisi degli esercizi commerciali.
Alcuni mesi fa, forse Lei non lo ricorderà più, ci siamo incontrati davanti alla Cattedrale di Cefalù e io e mia moglie avemmo modo di manifestarle la nostra preoccupazione per il Centro nascite: Lei e suo marito ci ribadiste il legame di affetto per Cefalù e Lei ci disse che avrebbe fatto di tutto per evitarne la chiusura! Oggi i fatti dicono altro e … la delusione è davvero tanta, ma voglio continuare a credere nella sua sincerità e che per Lei Cefalù non è solo la meta delle sue vacanze: Le chiedo di ripensarci, di sospendere il suo Decreto e di garantire l’apertura, l’efficienza e il potenziamento del Centro Nascite di quella Fondazione Ospedale “Giglio” di cui Lei, evidentemente credendo in tale investimento di risorse e di speranze, ha firmato l’atto di nascita, senza neppure dire ai cofondatori che ne stava andando a chiudere uno dei reparti più importanti ed efficienti. Stranezze dell’umano comportamento; ma rimediabili con gli atti di onestà intellettuale, che sono sinonimo di intelligenza dinamica e di assenza di ottusità.
Con sincerità e speranza, cordialmente,

Antonio Franco
Presidente del Consiglio Comunale di Cefalù

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