CecalSrl

Oggi sembra sia arrivata la comunicazione che il centro di seconda accoglienza di Blufi, il quale ospita circa 12 “PERSONE”, fra qualche giorno sarà chiuso.

Decisione al quanto anomala visto che nè l’amministrazione comunale di Blufi , nè il comune capofila a quanto pare ne fossero al corrente.
Vorrei ricordare che Il progetto SPRAR “Alte Madonie” ,della durata di tre anni (2014-2016), ha potuto avere il suo inizio grazie alla richiesta di accoglienza effettuata da 6 comuni Madoniti uno dei quali è stato proprio Blufi.
Tutto ciò se non sbaglio avvenne nel mese di agosto dell’ anno 2013, quando dopo poche settimane dall’adesione al progetto, arrivarono i primi trenta migranti ubicati nei locali adiacenti al Santuario Madonna dell’olio.
Fu proprio Blufi il primo paese a trovarsi per la prima volta davanti a una realtà nuova, una realtà che anche noi italiani abbiamo vissuto ai tempi delle immigrazioni di massa.
Allora, ricordo perfettamente che, nonostante il mancato sostegno da parte di chi avrebbe dovuto, sia per gli anni di esperienza, ma ancor più per il ruolo che ricopriva specialmente in quella prima fase, il paese si ritrovò in un primo momento in uno stato di confusione e perplessità… successivamente dopo brevissimo tempo, chi per curiosità, chi perché spinto da quella spiccata sensibilità “umana “, si rivolse a quel pezzo d’Africa, piombato come un fulmine a ciel sereno, offrendo la massima accoglienza e facendo di tutto affinché il popolo Africano potesse integrarsi nel migliore dei modi nel nostro territorio.
Tutto ciò, ripeto, senza l’aiuto di nessuno.
I primi cittadini che vennero a contatto con i fratelli Africani furono proprio i bambini, delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, i quali grazie anche al sotegno dei loro genitori e delle loro insegnanti decisero di affrontare il tema dell’accoglienza in prima persona, organizzando diversi incontri dove sono stati toccati anche il tema della solidarietà, della pace e della fratellanza.
Oggi chi avrebbe dovuto ringraziare il nostro paese e anche tutti i ragazzi ospiti del centro, per il clima di serenità e di cordialità che si è creato in questi quasi due anni di convivenza “pacifica e rispettosa ” da entrambi le parti, è venuto, senza nemmeno chiederci
“come va’ “, a decidere le sorti di un paese che ha dato l’anima per questi splendidi ospiti Africani, e che ha ricevuto altrettanto rispetto e assoluta disponibilità da parte di ognuno di loro.
Non voglio convincere nessuno, ma credetimi oggi ho visto personalmente tante lacrime negli occhi dei ragazzi e anche negli occhi di tante persone con le quali si sono instaurati dei bellissimi rapporti di amicizia, soprattutto con i più giovani, ma anche con molti anziani.
Il mio vuole essere un messaggio di speranza per questi ragazzi e anche per il nostro paese, il quale non intende assolutissimamente interrompere questa bellissima esperienza per motivi tra l’altro attualmente sconosciuti.
Mi auguro che questa decisione venga al più presto revocata e invito le Istituzioni a decifrare meglio le linee guida sui progetti SPRAR, affinché il percorso che il nostro paese ha intrapreso possa continuare per raggiungere il massimo livello di “integrazione” tra l’altro obbiettivo “principale” indicato nel progetto stesso.
Calogero Puleo
Vicepresidente Consiglio del comune di Blufi

CONDIVIDI