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In occasione del riavvio del confronto democratico che condurrà, finalmente di nuovo, ad una amministrazione dei cittadini di questa mia amata città, da consigliere dell’ultima legislatura sino all’ottobre 2012, sento di dover intervenire nel dibattito. Lo faccio iniziando da alcune considerazioni sul recente passato che ha visto un lungo pesante periodo di commissariamento che ha penalizzato indistintamente tutti i cittadini sia quelli, di ogni fede e schieramento politici, impegnati nell’amministrazione che tutti gli altri che li avevano democraticamente eletti. Sin qui si è recriminato, si sono lanciate accuse di ogni tipo, si sono ricercate responsabilità, ma oggi, a distanza di tempo, una riflessione è d’obbligo.

Il grave provvedimento di scioglimento che ha colpito direttamente il paese è scaturito da una analisi che ha inteso far intravedere un quadro fosco, di diffusa illegalità e di connivenze di tutte le componenti politiche, amministrative ed impiegatizie, sociali, imprenditoriali, professionali, della nostra comunità, ma, oggi, tuttavia possiamo constatare come, nei fatti, oltre agli effetti dirompenti, ai disagi, alle teorie complottiste ed alle forti tensioni sociali innescate, nessun effetto pratico e positivo, quel provvedimento sia stato in grado di suscitare.

Mi spiego. La gestione commissariale, sebbene favorita da poteri straordinari, non ha prodotto niente di più di quello che una democratica amministrazione avrebbe potuto produrre, trascurando visibilmente, anzi, aspetti ben noti in grado di incidere direttamente sulla vita dei cittadini: per niente intimiditi dalla presenza dei commissari, il muro di contrada Pegno è crollato e la condotta idrica si è interrotta; la pulizia della città è stata trascurata; la realizzazione dei lavori pubblici non ha avuto alcun positivo sussulto ed alcune opere già al centro di sentiti dibattiti, come il completamento della casa per anziani o l’intervento per salvaguardare la cupola di San Gerolamo o il completamento del centro giovanile ex cinema Trinacria o l’assegnazione delle aree P.I.P., sono ancora al palo; le risorse per interventi sociali sono diminuite.

Ma non solo: tutti gli amministratori in carica, quelli direttamente colpiti dal provvedimento di scioglimento, proposti per la dichiarazione di incandidabilità, sono stati riconosciuti, in sede di giudizio, candidabili e cioè, secondo il comma 11 dell’art. 143 del T.U.E.L., NON “responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento”.

Ma ancora: nonostante il contenuto della relazione in riferimento a funzionari ed impiegati e le specifiche raccomandazioni in calce alla stessa, essi mantengono tuttora le mansioni precedenti all’insediamento della commissione e non risulta che sia stato preso alcun provvedimento nei loro confronti, al più solo, forse, qualche modesta angheria.

 Infine: conti in ordine e normale funzionamento dei servizi poteva vantare l’amministrazione in carica al momento dello scioglimento. Questi i fatti ed i dati oggettivi. E allora?

Non è mia intenzione alimentare polemiche e dibattiti sterili e resisterò, quindi, alla tentazione di approfondire paragoni con casi come quello, per citarne uno che ha avuto larga eco sui mezzi di informazione, di “Mafia Capitale” caratterizzato da gravi reati e vera e diffusa illegalità che, tuttavia, evidentemente, non hanno comportato alcun rischio di infiltrazione degli organi amministrativi romani.

A maggior ragione per quanto ho detto, rivendico senza alcun rimpianto il mio ruolo di consigliere all’interno di un amministrazione che, sino al suo scioglimento, avvenuto dopo quattro anni e cinque mesi dal suo insediamento, pur fra le difficoltà indotte dalla più grave crisi dalla fine della guerra ed in un contesto caratterizzato, negli ultimi tempi, da un’aspra opposizione, in alcuni casi, feroce e paralizzante, riuscì a fare tante cose per la città e per i cittadini non aumentando e, in alcuni casi alleggerendolo, il prelievo fiscale pur mantenendo in perfetto ordine il bilancio comunale; ricercò finanziamenti ottenendone per circa 8 milioni di euro che impiegò per interventi ed iniziative sociali, culturali, turistiche e ricreative e per opere pubbliche fra le quali, quelle più “visibili”: la sistemazione della via Borgese nell’ambito di lavori di mitigazione del dissesto idrogeologico, la sistemazione ed illuminazione di Viale Europa e, con i cantieri di lavoro per disoccupati, il rifacimento delle pavimentazioni della gradinata per piazza Carpinello e del primo tratto del marciapiedi di via G. Borgese ela riqualificazione di Piazza G. A. Borgese oltre alla riqualificazione dell’ex cinema Trinacria di Piazza Umberto I° da adibire a centro giovani, i cui lavori sono ancora in corso e quelli che ancora devono iniziare come il Restauro e riuso dell’ex Convento dei Domenicani da destinare a parco letterario G.A. Borgese o la Sistemazione di alcuni locali del palazzo municipale da destinare a contenitori di beni culturali oppure la Manutenzione straordinaria, adeguamento alle nuove esigenze funzionali e ottimizzazione dei consumi energetici degli impianti di pubblica illuminazione comunale.

Non solo, quindi, rivendico il ruolo che ho svolto nell’ultima amministrazione ma quell’esperienza mi spinge a rimettermi in gioco per riprendere, in uno al gruppo PATTO PER POLIZZI, quel percorso interrottosi nel 2012 inteso, come e più di allora, a favorire la rinascita di questa mia e nostra amata città.

Antonio Quattrocchi

in rappresentanza del gruppo

PATTO PER POLIZZI

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