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Contrariamente a quanti non vivono e non conoscono il territorio madonita, si potrebbe pensare che oggigiorno basta poco per poter “mettiri a pignata” come si suol dire, ma realmente la verità è un pò diversa, in quanto per far ciò bisogna attrezzarsi in modo chiaro e concreto, cioè poter disporre economicamente a tale azione. Certo non è il vitto il problema che attanaglia la nostra terra, ma certamente il modo in cui poter trovare un lavoro. Differenza tra le alte e basse Madonie, in realtà sono abbastanza minime, la crisi è ovunque, la differenza sostanziale potrebbe essere solo se lavorano entrambi in famiglia, ma nonostante tutto la gente cerca di sopportare l’angoscia e la sofferenza quotidiana, oltre quelle fisiche che specialmente nei paesi montani tra freddo e umidità è ormai diventata un’abitudine da non far più notizia. Tanta gente è abituata a vivere in questo modo, tanta si è rassegnata a non lasciar il proprio paese, si vive alla giornata e le pensioni fanno la parte sostanziale nel portare avanti il commercio e la quotidianità. Certo i giovani sono la parte dolente del nostro comprensorio,oltre gli studenti o dopo lo studio pochissimi sbocchi lavorativi, pochi svaghi e tanta console,tv,pc, poca voglia anche si rialzarsi e far le valigie per un futuro incerto ovunque, certo non c’è lavoro nemmeno per i genitori di 45-50 anni che devono “camparli” quindi ….. Oltre quei pochi dipendenti comunali o regionali, quelli che animano per così dire il commercio e fanno girare i soldi nei paesi, sono i forestali, cerchia abbastanza popolare sulle Madonie, gente che quando prendono lo stipendio (a quando vuole Dio), prima pagano i debiti passati e si rimettono di nuovo in gioco per riiniziare a far “debiti”, certamente non per lusso, ma semplicemente per vivere degnamente e pagare anche quando arriva la disoccupazione (che è sempre già impegnata anticipatamente) ed, affrontare una spesa familiare più sostanziosa ! Tanta gente guardando il proprio paesano ,magari vedendolo vestito decentemente pensa che faccia una vita serena senza pensieri, senza problemi, pur non sapendo che l’altro possa nascondere meglio i propri problemi e maschera senza dar motivi di pensare male per se o della propria famiglia, anche se questo è veramente in condizioni precarie o di sofferenza. Si vive a volte, anche per parlare o sparlare del collega,del vicino,dell’amico, si vive di invidia se l’altro lavora o possiede in più, si ha rancore, simpatia o di antipatia. Succede anche nelle città perché questo fa ormai parte della vita quotidiana di ogni cittadino vecchietto o giovane, ma nei piccoli paesi ci si pensa di più proprio perché ci sono pochi svaghi e si torna sempre agli stessi discorsi. Chi possiede un pezzo di terreno oltre il passatempo dell’ortolano, a volte ci rimette di tasca perchè andando a comprare semi per piantare,mangimi e concimi deve far bene i conti in tasca perchè altrimenti li potrebbe comprare direttamente pronti. Tanti sperano che qualcosa cambi, ma in tanti ormai sono consapevoli e vivono bonariamente, anche se vorrebbero cambiare qualcosa che non possono, ma certamente a differenza di altri per non dire del Nord, la maggior parte è abituata a “campare” in questo modo, proprio perchè il “pane e cipudda” lo mangia realmente, quindi…… non rimane soltanto che volersi bene…. (se gli altri non ti scippano gli occhi !).

La redazione di Forestalinews

Antonio David

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