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È questo il verdetto unanime dei cittadini castelbuonesi nei confronti dell’atteggiamento irresponsabile dei consiglieri di opposizione del nostro Comune.
Ieri sera, dalle ore 17:45, in una Assemblea Cittadina attenta e partecipata, l’Amministrazione Comunale ha voluta ridare alla nostra nuova Aula Consiliare quella giusta e doverosa “destinazione d’uso” che l’opposizione si ostina a negarle: ovvero  il luogo di eccellenza dove si svolge il dibattito politico e democratico di una comunità.
E se non fosse già stato sufficiente la percezione nelle ultime settimane di una condanna definitiva  e senza appello nei confronti di un atteggiamento assenteista e infantile dei consiglieri di opposizione, ci sono volute due ore di pubblica assemblea per dimostrarne a tutti l’ulteriore conferma.
Il sindaco Antonio Tumminello (nella foto a destra), ora a tratti decisi ora con toni commossi, ha sottolineato le gravi difficoltà con le quali si muove la macchina amministrativa.
Una macchina amministrativa che lavora con il 50% in meno delle risorse di bilancio rispetto a soli tre anni addietro.
Ha sottolineato, con dati inconfutabili (facendo di volta in volta riferimento ad atti amministrativi della precedente gestione sindacale) che l’approssimazione e la sciatteria  non riguardano, certamente, il governo attuale del paese.
Ha sottolineato che le questioni mosse dalla opposizione per chiedere le dimissioni del Sindaco non solo sono risibili dal punto di vista politico ma addirittura fuorvianti e, per certi versi, offensive se non addirittura meschine.
E finalmente dentro l’aula consiliare si è respirata un’aria pulita.
Un’aria libera e consona al luogo medesimo.
Un’aria che nelle precedenti e deserte sedute consiliari i consiglieri di opposizione, con il loro inspiegabile atteggiamento, ci hanno voluto negare.
Un doveroso e necessario clima di fiducia tra gli amministratori e gli amministrati.
E mentre tutto questo si svolgeva in una pubblica assemblea e nel luogo più indicato per antonomasia loro, gli oppositori fantasma, si riunivano in conclave, al chiuso di un convento, ad ordire l’ennesima strategia scellerata e… suicida.
Non noi ma stavolta è il paese che attende davvero le loro dimissioni.

Castelbuono in Movimento

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