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cefalu-mandralisca-sansebastiano4-2015Due capolavori sconosciuti anche alla critica, uno di Pietro Novelli e l’altro dello Spagnoletto, vengono presentati per la prima volta al museo Mandralisca di Cefalù. Le due opere provengono da villa Sant’Isidoro De Cordova di Bagheria ma la loro paternità non era nota. Uno studio accurato dello storico dell’arte Vincenzo Abbate, già direttore di palazzo Abatellis, è arrivato ora all’attribuzione dei due dipinti a olio su tela che risalgono al XVII secolo.
L’opera di Pietro Novelli, il più grande pittore siciliano del Seicento, raffigura Davide che mostra turbato e sorpreso la testa recisa di Golia. L’altro dipinto attribuito a Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto è una raffigurazione di San Sebastiano martirizzato. Dopo un accurato restauro compiuto da Mauro Sebastianelli nel laboratorio del museo diocesano di Palermo, i due tesori ritrovati saranno esposti al Mandralisca dal 25 aprile al 31 maggio. L’allestimento è curato da Vincenzo Abbate e Stefania Randazzo.  L’evento sarà preceduto il 24 aprile da un concerto del Quintetto a pizzico Nomo-s, a cura degli Amici della musica di Cefalù.
Entrambi i dipinti sono repliche autografe dei due grandi artisti che erano anche amici. Sia Ribera a Napoli che Novelli a Palermo furono pittori particolarmente apprezzati dalla nobiltà ma anche dall’alta classe impiegatizia del tempo, a giudicare dalle numerose commesse. E’ molto significativo che le due tele, databili entrambi agli anni Trenta del secolo, siano pervenute in coppia pur essendo passate attraverso il collezionismo privato.
cefalu-mandralisca-santisidoro4-2015Fanno parte del ricco corredo artistico e di opere di antiquariato di villa Sant’Isidoro De Cordova, mai aperta al pubblico, che è appartenuta alla famiglia dei marchesi Del Castillo e De Cordova. Dopo la morte dell’ultima erede nel 2012, è stata ereditata dall’imprenditore Domenico Angileri che, tramite l’associazione da lui presieduta, ha avviato un ambizioso progetto di trasformazione del complesso in un polo culturale aperto al pubblico. La sezione etnoantropologica della casa-museo racconterà la storia dell’azienda agricola in attività fino al 1970.
La mostra al Mandralisca è un’anticipazione dell’apertura a giugno della casa-museo. Nei suoi ambienti sarà possibile cogliere il fascino di una storia antica e ammirare gli oggetti di vita quotidiana (giocattoli, camere oscure, abiti) conservati per secoli. Il fondo documentario custodisce volumi, atti e documenti dal 1400 a oggi.

DANZE MIGRANTI venerdi 24 aprile ore 19.00 MUSEO MANDRALISCA – CEFALÙ

Quintetto a pizzico Nomos
Mauro Schembri, mandolino – Raffaele Pullara, mandolino – Flavio D’Ambra, chitarra
Giovanni Confaloni, chitarra – Andrea Scimè, contrabbasso

cefalu-nomos4-2015L’associazione Amici della Musica di Cefalù “Salvatore Cicero”, nell’ambito della stagione concertistica 2015, in collaborazione con il Comune di Cefalù e la Fondazione Mandralisca, organizza per il 24 aprile (ore 19) nelle sale del museo il concerto Danze migranti.

Danze migranti è una grande suite, una “stanza sonora” dove rimbombano suoni e ritmi di danze contemporanee e assai più antiche: partendo dai ritmi ternari dal gusto mediterraneo, dall’eleganza del valzer popolare, attraversando i ritmi sincopati dell’Est europeo, giungendo infine alle intriganti note delle milonghe latino-americane.
La scelta di inserire opere di autori come Bela Bartòk, compositore, eccellente pianista nonché grande studioso di musica popolare ed etnomusicologo, o Luigi Boccherini che fu continuamente ispirato dalle danze popolari delle Asturie, o ancora Egberto Gismonti, il quale inizia il suo percorso musicale accademico con Nadia Boulanger per poi approdare alla world music, non è affatto casuale.
L’intento è proprio quello di sottolineare lo strettissimo legame fra il musicista, la cultura popolare e i riti ancestrali, come la danza appunto, sintomo e manifestazione più spontanea dell’arricchimento dell’animo umano: un’unione che supera le barriere tra generi e stili imposti nel tempo dalla musica “colta”.
Il forte ascendente etnico non poteva non manifestarsi in questo lavoro discografico all’interno del quale l’utilizzo timbrico-ritmico degli strumenti asseconda la naturale “migrazione” dell’ascoltatore attraverso differenti ambienti sonori.
Anime Migranti di Raffaele Pullara ne è un vivido esempio: “Il brano descrive le incognite del viaggio dell’emigrante che lascia la propria terra e le proprie certezze. La partenza e l’arrivo, le riflessioni, i ricordi, i sentimenti e le illusioni che si traducono in nostalgia costringono l’anima migrante a ritrovare tutte le proprie certezze in un luogo asettico, un luogo senza ricordi”.

Il Quintetto a pizzico Nomos nasce nel 2011 presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo, inizialmente sotto la guida del M° Emanuele Buzi, docente di mandolino presso lo stesso conservatorio, per poi affermarsi in breve come una delle realtà cameristiche più interessanti presenti sul territorio.
Il loro repertorio propone esperienze musicali di varia natura spaziando dalla musica barocca alla classica, dalla contemporanea alle colonne sonore, eliminando così barriere tra generi e stili: ne risulta un repertorio variegato ed improntato prevalentemente su trascrizioni originali o arrangiamenti ad hoc che mettono in risalto l’esplorazione timbrica degli strumenti.
Il quintetto si è esibito presso il Teatro Greco di Taormina (ME) per il Festival Internazionale delle Orchestre a Plettro, una delle rassegne più importanti a livello nazionale nell’ambiente mandolinistico e, nel 2013, voluti direttamente dal M° Claudio Piastra, partecipano alla stagione concertistica dell’Accademia “L. Tadini” di Lovere (BG) e al prestigioso Festival di Bellagio a Varenna (LC).
Il Quintetto a pizzico Nomos porta avanti una ormai consolidata collaborazione artistica con diverse associazioni musicali nazionali e siciliane distinguendosi in occasione di rassegne e festival: “Le Bois qui Chante” a Chateau-d’Oex nella Svizzera francese, Auditorium Rai di Palermo, “Venerdì nella Valle” nella suggestiva cornice del Tempio di Giunone nel Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, presso l’anfiteatro di Pollina per il “Valdemone Festival”, al Teatro Massimo di Palermo e al Teatro Stabile di Catania.
I componenti, che vantano sia singolarmente sia in seno ad altre formazioni cameristiche ed orchestrali un’intensa attività musicale di rilievo, sono impegnati costantemente in attività di perfezionamento e ricerca musicale. Il Quintetto inoltre sarà impegnato dal 26 giugno al 2 luglio 2015 presso il padiglione Italia dell’EXPO Milano 2015 con una serie di concerti dedicati alla musica classica italiana, passi d’opera e composizioni contemporanee.

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti

 

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