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Borgo Analogico. È questo il nome del progetto fotografico del filmaker ambulante – come lui stesso si definisce – Gaetano Crivaro. Durante la sua residenza artistica nel comune di Pollina, attraverso una carta fotografica, due scatole e un piccolo foro praticato su di esse, l’artista ha catturato scorci, volti e gesti di vita quotidiana del piccolo borgo madonita, realizzando poi delle piccole mattonelle in ceramica. La tecnica utilizzata è quella della stenopeica, la madre della fotografia che, attraverso un foro sufficientemente piccolo, praticato sulla parete di una camera oscura, proietta l’immagine sulla parete opposta.
Ieri pomeriggio, a Piazza Duomo, alla presenza del sindaco Magda Culotta e di Maria Giuliana, consulente del Comune alla Cultura, sono state presentate alla comunità le 10 opere dell’artista calabrese.
“Borgo Analogico – ha commentato Gaetano Crivaro – é un progetto fotografico che non utilizza nessuno strumento digitale. Le foto sono state catturate trasformando una scatola in legno proveniente dal museo della Manna e una scatola dui latta di torroncini alla manna, in camere oscure con foro stenopeico”. Le mattonelle, accompagnate da testi brevi e da piccole poesie, sono poi state collocate nei vicoli di Pollina, attraverso un percorso che si è articolato partendo da Piazza Duomo. La presenza di Gaetano Crivaro a Pollina e la sua residenza artistica, durata circa un mese, rientra all’interno del progetto I ART, il nuovo movimento artistico e culturale che coinvolge artisti di tutte le discipline e che si fonda sulla reinterpretazione dell’universo identitario e sulle tradizioni orali della Sicilia, attraverso l’arte contemporanea. Il partenariato del progetto comprende circa 100 Comuni siciliani, tra cui Pollina.

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