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Migliaia di Forestali in Sicilia hanno seguito le sorti della Finanziaria Regionale per capire, ragionare e dare il proprio parere ad una problema che il forestale aspetta puntualmente durante l’anno. Diversi sono attualmente i pareri di interpretazione anche sui media e come sempre se la Finanziaria non viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale non si può dare un parere certo e concreto (almeno) sull’esito finale. Certamente per l’ennesimo anno manca una sensibilità verso il comparto e quell’inversione di marcia che tanti operai attendevano o che anche a parer di popolo potesse cambiare e rendere produttiva il nostro paesaggio naturalistico visto che possiede anche un’arma importante del legno che tanto bene potrebbe fare e potrebbe portare anche un’utilità a livello economico per  poter anche fronteggiare le spese per i singoli Forestali, ma anche tante altre finalità vedi quello della Riserva dello Zingaro fiore all’occhiello del territorio trapanese. Nella nuova finanziaria all’art. 75  è stata inclusa  “Una norma che fa diventare il patrimonio boschivo, una risorsa produttiva. Attraverso la creazione di piani energetici e l’utilizzo delle biomasse,  infatti, si possono sfruttare  200 mila ettari di bosco e gli operai forestali  trovando le risorse per un intero comparto sociale”. I forestali sarebbero pedina fondamentale per tale piano, ma da parte di tutti deve esserci la volontà all’interno di ogni singolo ufficio di competenza per attuare tale beneficio. Gli operai rimane Rimane poi il blocco del turn over complessivo, anche se ci potrebbe essere qualche promozione interna se rimangono posti vaganti nelle fasce superiori (come si fà a stabilire la promozione interna ? – raccomandazione !).

Stop comunque al rimborso chilometrico fino a 20 chilometri e per distanze superiori sarà autorizzato un compenso aggiuntivo solo se vi sono le somme. Peccato che al momento rispetto ai 300 milioni di euro spesi lo scorso anno manchino all’appello per garantire le giornate lavorative minime almeno 80 milioni. Soldi che dovrebbero essere recuperati dai fondi Ue e del Piano di azione e coesione che in verità già vengono utilizzati in alcuni distretti e province. In tanti si chiedono come verranno rimpiazzati gli addetti antincendio che sono stati spostati in azienda, parliamo degli over 50, Lo scorso anno le squadre SAB sono state organizzate in modo da coprire i turni in h24 , anche se ultimamente per motivi di tagli in alcuni distretti è stato tagliato il servizio notturno, ma garantendo il diurno. Per quest’anno il numero di addetti diminuisce notevolmente e nemmeno si prevedono nuovi stanziamenti per nuovi corsi di formazione da parte della Regione per le varie qualifiche quindi situazione incerta e tutta da valutare visto che nel giro di pochi anni con il taglio del 20% annuale e la mancanza degli over 50 non rimarrà più nessuno.Graduatoria unica e tutti sotto lo stesso tetto, con mugugni e calcoli vari dei vari operai, che altro non hanno che s vogliono giustizia la si può fare soltanto tramite legale privato.

Da valutare bene il discorso dei prepensionamenti obbligatori, con valutazioni annesse e connesse, quindi sempre con occhi vigili e attenti, visto che in periodo pre finanziaria si era parlato di tagliare sui forestali con circa 3000 operai da sfoltire e mandarli in pensione, ma è stato solo un racconto breve perché il conto non è stato fatto con l’INPS nazionale, e visto la non immediatezza è stato tutto rimandato. Ennesimo capitolo di “mala gestione forestale” e nonostante i vari scioperi e manifestazioni non si riesce a cambiare le sorti del comparto, ma soltanto il rinvio di anno in anno e gestendo sempre la cosa con mutui e finanziamenti “last-minute”, andando ad aumentare il deficit della Regione e mandando l’operaio in default di giorno in giorno, proprio perché vive di incertezza e inconscio.

di Antonio David

Redazione di Forestalinews

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