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museo-targa-florioIl Museo Targa Florio e il Comune di Collesano rendono il loro tributo a Nino Vaccarella, in occasione del 50° anniversario della vittoria conseguita dal “Preside Volante” nella sfida madonita, in coppia con Lorenzo Bandini, su Ferrari 275 P2.

Il pomeriggio di sabato 9 maggio 2015 è una data da scrivere in agenda, perché si celebra la ricorrenza, con tutti gli onori. Si tratta di un atto di vero e profondo affetto verso l’asso dell’automobilismo siciliano, la cui carriera agonistica brilla come una stella.

A fare da cornice all’evento saranno i nuovi locali di Borgo Bagarino, di fronte al castello. Qui, alle 16.30 scatterà la cerimonia, con l’intervento dello stesso Nino Vaccarella, che è presidente onorario del Museo Targa Florio. Prenderanno la parola Giovanbattista Meli, Sindaco della Città di Collesano; Giuseppe Valenza, Curatore del Museo Targa Florio; Angelo Pizzuto, Presidente dell’Automobile Club Palermo; Antonino Colombo, consigliere del Museo Targa Florio; la dott.ssa Caterina Tibiletti Ferrari; il giornalista Salvatore Prestigiacomo; lo scrittore Salvatore Requirez, che farà da moderatore; il calzolaio dei piloti Ciccio di Cefalù e Salvatore Re, di Editalia (Zecca dello Stato). Quest’ultima concorrerà alla buona riuscita della manifestazione con la consegna al grande campione di un modello Ferrari in fusione, che replica le forme della sua “rossa” da gara.

Al termine dei lavori sarà proiettato un filmato sulla 49ma Targa Florio. Poi spazio alle note, con il concerto della pianista Alessandra Macellaro La Franca, previsto per le 19. Nell’ambito della giornata, il pubblico potrà assistere anche alla presentazione della monografia “2004 Museo Targa Florio 2014”, che racconta con immagini, testimonianze ed altri contributi l’attività della splendida realtà dedicata alla corsa voluta da don Vincenzo Florio: una struttura viva e vitale, sempre più lanciata in una dimensione internazionale.

Nino Vaccarella  (VIDEO)

Appassionato d’auto fin da ragazzino, inizia a correre alla fine del 1956 con la Fiat 1100 del padre, esordendo alla salita Passo di Rigano-Bellolampo, dove ottiene il quinto posto di classe. Nel 1957 acquista una Lancia Aurelia 2500, con la quale si mette ripetutamente in luce.

Dopo le prime vittorie fra le Gran Turismo passa, nel 1959, alla categoria Sport, gareggiando con una Maserati barchetta due litri. Con la vettura del “tridente” si pone con forza al centro dell’atten-zione, per gli eccellenti risultati conseguiti. La stampa specializzata celebra con enfasi le sue eroiche gesta!

Nel 1960, con la Maserati Birdcage, disputa la Targa Florio insieme a Maglioli. Durante il suo turno di guida riesce a guadagnare la testa della classifica, con margine abbondante sugli inseguitori. Uno stupido inconveniente al serbatoio ferma però la sua cavalcata. Nel corso della stagione non mancheranno vittoriose partecipazioni ad altre sfide.

Viene arruolato nel 1961 dalla Scuderia Serenissima del conte Volpi, che dispone di un vasto as-sortimento di bolidi di diverse categorie. Con essi corre nei circuiti più in voga, ottenendo lodevoli risultati. Il contratto sottoscritto col nobiluomo veneto gli impedisce di aderire al reclutamento Ferrari che, nel 1962, lo tenta fortemente. Vaccarella, da persona perbene, non se la sente di voltare le spalle a chi gli ha accordato fiducia e declina elegantemente l’offerta.

Il Commendatore ammira la sua lealtà e continua a tenerlo d’occhio. L’atteso matrimonio è solo rinviato! Nel 1963 entra a far parte del team di Maranello, con le cui vetture raccoglierà prestigiosi risultati. E’ l’inizio del periodo d’oro del “Preside Volante” che, con la P2, vince la 1000 km del Nur-burgring e la 24 Ore di Le Mans del 1964. Nella stessa stagione conquista la Coppa Intereuropa di Monza, al volante di una 250 LM. Ma il trionfo più atteso arriva nel 1965, quando in coppia con Bandini, sulla 275 P2, si aggiudica l’amata Targa Florio.

Nella gara di casa stabilisce anche il nuovo record sul giro. Per lui è un momento di gloria. Nel cor-so dell’anno debutta con la Ferrari al Gran Premio d’Italia di Formula Uno dove, prima dell’abban-dono, naviga in sesta posizione. Notevoli i risultati conseguiti nel 1967, turbati dalla sfortunata par-tecipazione alla Targa Florio, con la 330 P4, che crea in lui profondo disappunto. Davanti al suo pubblico è infatti costretto al ritiro quando conduce le danze a un ritmo impossibile per gli avversari.

L’anno successivo viene reclutato dall’Alfa, ottenendo piazzamenti di grande rilievo. Nel 1970 rientra in Ferrari, dove corre con la 512 S. Con questa vettura vince l’impegnativa 12 Ore di Sebring. Torna vittorioso alla Targa Florio del 1971, al volante dell’Alfa Romeo 33. Con l’evoluzione TT12 di questo modello, nel 1975, si aggiudica ancora la prova di casa.

Abbandona le corse proprio alla fine di quella stagione, dopo quasi un ventennio di attività agonistica. Il suo nome è strettamente legato a quello della mitica sfida isolana, considerata come una delle più belle e impegnative gare stradali di tutti i tempi. In Sicilia avrebbe potuto vincere molte più volte, ma la sfortuna non lo ha consentito. Memorabili i tributi d’affetto nei suoi confronti, fissati con invidia dagli altri piloti!

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