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I Carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, su indagini coordinate dai Sostituti Procuratori dott. Sartorello e dott. Antoci, nei confronti di un terzo componente della banda di rapinatori in trasferta: Girolamo Guddo, nato a Palermo nel 1993, residente in via di Giorgio M.G. nr. 6, celibe, disoccupato, volto noto alle forze dell’ordine.
Il giovane è considerato responsabile di una delle due rapine commessa il 26 settembre 2014 ai danni della Banca di Credito Cooperativo “San Giuseppe” di Castellana Sicula, in concorso con Giovanni Migliarba, nato a Palermo nel 1993 e Lowell Carrara, nato a Palermo nel 1993, questi ultimi già arrestati dai Carabinieri di Petralia Sottana a novembre del 2014, in atto sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
In particolare questi rapinatori in trasferta, il primo colpo lo avevano portato a segno il giorno 17 luglio 2014 e nella circostanza i malfattori, penetrati nell’istituto bancario, avevano scavalcato il bancone e dopo aver minacciato le impiegate senza l’uso delle armi, si erano fatti consegnare il denaro custodito nella cassaforte per un importo complessivo di euro 68.900; subito dopo erano fuggiti a piedi, raggiungendo certamente qualche autovettura parcheggiata in zona per la fuga.
La seconda rapina era stata consumata in data 26 settembre 2014, con lo stesso “modus operandi”, ma il colpo aveva fruttato poco in quanto erano riusciti a portare via soli 1.500 euro; in quell’occasione si erano allontanati a forte velocità, con direzione Palermo, a bordo di un’autovettura Audi TT con targa risultata successivamente oggetto di furto; al riguardo le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di verificare che alla guida dell’auto Audi TT vi era proprio Girolamo Guddo.
Le indagini, svolte dai Carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana anche attraverso l’analisi e la comparazione dei filmati rilevati dai sistemi di videosorveglianza della banca assaltata e grazie alla collaborazione del personale del R.I.S. di Messina, hanno consentito di identificare i rapinatori e di raccogliere nei loro confronti un solido quadro indiziario, in ordine alla commissione delle due rapine attuate con modalità simili presso lo stesso istituto di credito di Castellana Sicula.
L’inchiesta si è basata anche su un’attività d’indagine eseguita sul social network “Facebook”, sui profili personali di alcuni soggetti, dove in particolare è stata evidenziata la presenza di un tatuaggio sul dorso della mano destra di uno di essi, raffigurante una “rosa spina”; al riguardo, questo importante elemento investigativo, fin dai primi accertamenti, trovava una singolare analogia con uno degli autori della rapina del 26 settembre 2014, poiché, durante le fasi dell’azione delittuosa, le telecamere di videosorveglianza dell’Istituto di Credito lo avevano ripreso con il polso e la mano destra fasciata, cosa tra l’altra riferita dalle stesse impiegate della banca.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite il 7 novembre 2014 a casa degli interessati (Migliarba e Carrara) consentivano agli investigatori di rinvenire gli abbigliamenti indossati dai malviventi al momento delle rapine, che sono stati recuperati è posti sotto sequestro.
Mentre nel corso dell’odierna operazione è stata rinvenuta a Palermo, in un magazzino di pertinenza del Guddo l’autovettura Audi TT, utilizzata dai malviventi nella fuga del colpo di giorno 26 settembre 2014, posta sotto sequestro.
Pertanto in manette con l’accusa di rapina aggravata in concorso è finito Girolamo Guddo che è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

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