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Nuova lezione al Corso sulla storia del grano in Sicilia organizzato dall’Associazione SiciliAntica sede di Roccapalumba con il patrocinio del Comune di Roccapalumba e il contributo della Soat di Lercara Friddi, della cantina “Feudo Montoni” di Cammarata, del ristorante “Lagoverde” di Alia e “Oasi” di Borgo Manganaro, del Sementificio “Costa” di Vicari e dei panifici Gangi e La Pergola di Roccapalumba.
Sabato 6 giugno 2015 alle ore 16,30 presso il Mulino ad acqua “Fiaccati” di Roccapalumba, oggi uno dei pochi esempi di mulino funzionante (dal 2011 rientra fra le 100 meraviglie d’Italia), dopo la presentazione di Giuseppe Pollina, Presidente della sede locale di SiciliAntica, si terrà la quinta lezione dedicata alla storia e tecnologia dei mulini ad acqua curata dal Professore Antonino Margagliotta.
L’intervento intende mettere in evidenza il valore architettonico dei mulini e la tecnologia che li contraddistingue. Sin dall’antichità il ciclo del grano si conclude nel mulino: utilizzando l’energia idraulica dei corsi d’acqua, l’unica nota sino alla rivoluzione industriale, i mulini hanno un ruolo di rilievo nella struttura economica del territorio e nell’organizzazione delle comunità. A partire soprattutto dalla dominazione degli Arabi, con i quali si avvia la strutturazione degli antichi latifundia seminativi, i mulini sono impiantati ai margini delle città e nelle campagne vicine, laddove c’è un fluire di acqua. Quasi mai isolati, come quasi suggerisce il movimento continuo dell’acqua stessa, sorgono in sequenza e nel loro insieme diventano carovane di pietra che determinano un sistema. Il funzionamento di essi perdura nel tempo e finisce alla metà del secolo scorso.
Dal modo in cui le diverse parti funzionali (cui corrispondono leggibili volumi elementari) si compongono e si rapportano con i luoghi, nascono infatti significative architetture, erroneamente definite spontanee, che invece sono il risultato di conoscenze tecnologiche e costruttive, per di più spesso legate a forme colte dell’architettura. La superstite presenza di queste architetture, che tanto ancora hanno da tramandarci sulla cultura dell’acqua e della terra, costituiscono un itinerario per muoversi nella campagna e nella storia del paesaggio dove è possibile riscoprire i modi in cui l’uomo, tramite l’architettura, ha saputo trasformare il lavoro in bellezza attraverso il sapiente inserimento delle costruzioni nel paesaggio, sfruttando e nello stesso tempo avendo cura della natura.
In conclusione visita guidata e messa in funzione del Mulino stesso e degustazione di pane cunzatu e bruciareddu (mazzetti di grano tostato) per un tuffo nel passato.
Antonino Margagliotta è Professore di Composizione architettonica e urbana, insegna presso il Corso di Studi in Ingegneria edile – Architettura di Palermo ed il Corso di Studi in Architettura di Agrigento. Laureato dapprima in Ingegneria poi in Architettura, è dottore di ricerca. La sua recente attività di ricerca si incentra sugli spazi per la cultura nella città contemporanea e sul ruolo del progetto di architettura per strategie di sviluppo del territorio.
Tra le sue pubblicazioni: Connessioni. Progetti e concorsi di architettura (Zedi Italia, 1999), Progetto e Costruzione (Ila Palma, 2003), Le forme del dialogo (Abadir, 2006), Spazi di città. Spazi di natura (Abadir, 2007), L’architettura e l’immagine dei luoghi (Azienda Regionale Foreste Demaniali della Sicilia, 2007), Aesthetics for living (Libria, 2010), Composizione Musica Architettura (Libria, 2013), Progetti in una mano. Piccole case nei paesaggi del fiume Platani (2014).
Da anni si appassiona all’architettura dei mulini nei paesaggi della Sicilia occidentale svolgendo campagne di rilievo e catalogazione su incarico delle Soprintendenza di Palermo, pubblicando articoli e saggi, promuovendo la conoscenza e la valorizzazione in conferenze e manifestazioni, coinvolgendo gli studenti con lo svolgimento di tesi di laurea.

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