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Un ristorante inusuale dove i tavoli sono accostati a una parete di roccia dalla quale sgorga direttamente acqua cristallina; un borgo, Petralia Sottana, unico comune Bandiera Arancione del Touring Club in Sicilia; un birrificio nato dalla voglia di riscatto in una terra complicata che ancora oggi nasconde profumi, frutti, energie e bellezze intramontabili.

Mescolate bene a fuoco lento, aggiungete un pizzico di poesia, un tocco d’arte, gli echi dei sapori che rimbalzano fra Etna e Madonie e otterrete “SORSI, MORSI e VERSI”. L’evento culturale, svoltosi a Petralia Sottana è stato dedicato alla cucina tipica e alla birra artigianale siciliana presso il ristorante “Antheus” di Giuseppe Rusignuolo.

A fare scoccare la scintilla che ha dato vita all’evento, il microbirrificio dei “Fratelli Birrafondai” nato a Misterbianco da appena 3 anni dalla passione di Santa e Rosario Di Caro ma già un punto fermo nel panorama in fermento (è proprio il caso di dirlo) delle birre artigianali.

Idea fondante della serata quella di un viaggio multisensoriale che coniugasse la riscoperta di prodotti rigorosamente artigianali e per lo più a km 0, con l’arte che riscalda il cuore e crea nuove e interessanti connessioni.

Sotto l’attenta regia dello chef Simona Lo Monaco i piatti della tradizione madonita sono stati abbinati a quattro birre caratterizzate da un bouquet strutturato di odori e sapori, in un percorso studiato con sapienza: ai formaggi e ai salumi del territorio le note dell’arancia; alla pasta, che avvolge rispettosa la carnosa consistenza dei funghi porcini, il tocco della satra ovvero il timo selvatico siciliano che quasi sfiora la forza dell’origano; allo stinco di maiale, declinato in una gustosa versione siciliana, i sentori caramellati di liquirizia; allo sfoglio, re dei dolci madoniti con il suo ripieno di tuma e spezie, il vulcanico sentore delle fave di cacao del cioccolato modicano.

Ogni portata è stata oggetto di presentazione e di approfondimento da parte dei titolari del birrificio e pretesto per interventi teatrali a tema che richiamassero la birra, l’acqua, il grano o, perchè no, l’identita siciliana che ogni gesto dei birrai e dei cuochi a voluto richiamare. A vestire i panni di interpreti due rappresentanti delle associazioni teatrali presenti in paese: Claudia Quattrocchi, presidente dell’associazione “Fuori di Testa” che ha studiato recitazione a Roma calcando numerosi palcoscenici, e Pietro Polito vice-presidente della storica associazione “Teatro della Rabba”. Un intreccio giocoso di aforismi, poesie e piccole performance hanno intrattenuto gli ospiti della serata regalando un sorriso e uno spunto di riflessione.

A completare la serata le installazioni geniali e visionarie di Enzo Rinaldi, noto artista di Petralia Soprana, capace di creare storie e immagini da elementi apparentemente banali: i chiodi modellati in figure umane o le tele dipinte con la sola forza del tempo, degli elementi e della sua sapienza fondata sull’utopia.

Ottimo è stato il riscontro tra chi ha partecipato a questa esperienza totalizzante capace di richiamare a un modo diverso e intenso di relazionarsi col cibo con gli altri e con la propria identità, parole di incoraggiamento e condivisione per l’iniziativa anche dal Sindaco prof. Inguaggiato presente all’evento con la consorte , divertito e speranzoso per un inizio collaborativo e accogliente con le realtà produttive della Sicilia e con la storia che riporta ricchezza e produttività.

Un modo realmente slow e sostenibile di interpretare una relazione non solo con il proprio territorio ma tra territori differenti e simili allo stesso tempo. Come dice Carlo Petrini: le identità si definiscono proprio in funzione delle differenze: senza scambio, senza confronto, sarebbero asfittiche, buone soltanto per un museo etnografico.

E cosi le Madonie e l’Etna hanno messo un tassello importante nella creazione di un’identità nuova e vitale. Iniziative che avranno un seguito.

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