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DOMANI AD ALIMENA UNA GIORNATA DEDICATA A BORSELLINO E AGLI AGENTI DELLA SUA SCORTA

Una giornata dedicata alla lotta alla mafia e al ruolo che i paesi delle Madonie possono giocare in questa battaglia. Domani, domenica 19 luglio, nel giorno del 23esimo anniversario della strage di via D’Amelio, il Comune di Alimena organizza l’evento dal titolo “Giornata della memoria, ricordando Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta”. Si comincia alle 10,30 con una messa in memoria del magistrato e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, a cui parteciperà anche il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci. Si prosegue poi alle 16,30 con la triangolare di calcetto tra le squadre composte dai consiglieri comunali e dagli assessori dei Comuni di Alimena, Bompietro e Resuttano.

Alle 19, in via Vittorio Emanuele, l’incontro pubblico dal titolo “Liberiamo la mente. Il ruolo delle Madonie nella lotta alla mafia”, durante il quale interverranno, tra gli altri, il magistrato Ignazio De Francisci, il presidente del Centro Pio La Torre Vito Lo Monaco, l’imprenditore antiracket Alessandro Marsicano e il sindaco di Alimena Alvise Stracci. Previsto, inoltre, un collegamento video con le celebrazioni in via D’Amelio e un intervento di Salvatore Borsellino. Un ponte che unirà simbolicamente Palermo e il territorio madonita.

“Spesso le Madonie vengono considerate un’isola felice dove Cosa nostra non esiste, ma non è così – spiega Mari Albanese, assessore comunale alla Cultura di Sinistra ecologia e libertà del Comune di Alimena e organizzatrice dell’evento – c’è una subcultura mafiosa particolarmente radicata, altrettanto pericolosa e spesso sottovalutata. Bisogna quindi riflettere sul ruolo che amministratori locali e cittadini possono avere per fermare ed isolare il fenomeno, anche attraverso l’educazione delle nuove generazioni”.

“Nasco politicamente nel 2002 con il primo Forum sociale antimafia “Peppino Impastato” di Cinisi – continua l’assessore Albanese – sono cresciuta a casa di Felicia Bartolotta, la mamma di Peppino Impastato ed è stata lei a parlarmi del giudice Borsellino come un uomo di grande umanità. Il mio bisogno di memoria e di giustizia è una scelta pedagogica che ho portato avanti prima come insegnante nelle scuole a rischio di Palermo e ad Alimena e che adesso cerco di trasmettere anche nella mia attività politica come assessore. Era inevitabile, quindi, che a 57 giorni dal mio insediamento sentissi la necessità di ricordare la strage di via D’Amelio e di farlo con le donne e con gli uomini che sono in prima linea ogni giorno nella battaglia a Cosa nostra”.

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