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Ha partecipato in silenzio alla cerimonia solenne al Palazzo di Giustizia di Palermo per commemorare l’anniversario della strage di via D’Amelio alla presenza del Presidente della Repubblica. Ha ascoltato e condiviso parola per parola l’intervento coraggioso di Manfredi Borsellino per poi abbracciarlo. Tornando a casa, a pochi passi da via D’Amelio, ha parlato con Claudia, sua moglie, ha preso in braccio la piccola Bruna e ha riunito urgentemente il suo staff.
Il vice presidente dell’Antimafia regionale, il renziano Fabrizio Ferrandelli, va verso le dimissioni dall’Ars. Da mesi denuncia il fallimento del governo Crocetta e in questi giorni ha chiesto di staccare la spina. Le firmerà domani, 19 luglio, e lunedì, 20 luglio 2015, alle ore 12, al QuintoCanto Hotel (Corso Vittorio Emanuele, 310 – Palermo) incontrerà i giornalisti per illustrare il percorso dei Coraggiosi siciliani per cambiare il Pd e per affermare in Sicilia una nuova stagione.
“Ragazzi – ha detto ai suoi più stretti collaboratori – se ci chiamiamo coraggiosi, lo dobbiamo essere davvero. E io devo dare l’esempio. I siciliani devono sapere che i politici non sono tutti uguali, che la dignità vale più dei compromessi al ribasso e di una poltrona con stipendio all’Ars. E che, soprattutto, mantengono la parola data. Avevo dato l’ultimatum a Crocetta e al Pd? Non mi hanno ascoltato. Anzi, Raciti ha sentenziato che la legislatura deve continuare e Crocetta, invece di dimettersi, si autosospende, utilizza un istituto fantasma. Io sono coerente: voglio dimettermi. Abbiamo detto che dobbiamo partire in mare aperto, abbandonando porti sicuri, facili rotte? Dobbiamo farlo davvero. Siamo i coraggiosi. Nella terra del gattopardo dove tutto cambia per non cambiare nulla e dove non accade mai niente, noi faremo accadere tutto, noi cambieremo tutto”.

 

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