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Parte oggi 19 luglio alle ore 20:30 da piazza Vittorio Veneto (Statua della Libertà) l’ormai tradizionale Fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino e gli agenti della scorta nel 23° anniversario della strage di via D’Amelio. Il corteo percorrerà via Libertà e via Autonomia Siciliana per concludersi in via D’Amelio dove verrà deposto un tricolore e intonato l’inno nazionale. La manifestazione è promossa dal “Forum XIX Luglio”, un cartello che raggruppa oltre 40 tra associazioni e movimenti – e da “Comunità ’92”, coordinamento delle varie anime della destra siciliana che dal 1996 organizza l’evento.
La Fiaccolata giunge quest’anno alla sua diciannovesima edizione confermandosi la manifestazione contro la mafia più longeva in Sicilia. Una tradizione che si rinnova in un clima reso infuocato dalla cronaca di questi mesi e di questi giorni. Dai casi Montante, Helg fino alla torbida vicenda di Tutino e Crocetta, sono tempi in cui la cosiddetta antimafia mostra il suo peggiore volto.
Nonostante l’assenza dei figli di Paolo Borsellino alle manifestazioni pubbliche, che in realtà non è una novità, oggi più che mai le strade di Palermo e, soprattutto, via D’Amelio non possono restare deserte. La società civile deve rispondere a quanti, in questi anni, hanno fatto carriera grazie all’odiosa retorica di facciata dell’antimafia.
La Fiaccolata del 19 luglio è l’esatto contrario delle passerelle che si vedono in queste ricorrenze. E’ una manifestazione di popolo, silenziosa senza comizi e palchi per i vip antimafia. Una manifestazione che quest’anno sarà contro la “mafia dell’antimafia”, termine coniato dallo scrittore Pietrangelo Buttafuoco che ben dipinge la palude, che regna nelle istituzioni e nella società civile, creata da finti moralizzatori.

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