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blufi grani di sicilia1“Ottima” la farina Perciasacchi, poco sotto “ex aequo” le Russello e Senatore Cappelli. Con più di 100 schede raccolte, è questo il verdetto emesso da chi nei giorni scorsi ha preso parte al giropizza “I grani delle Madonie… in pizzeria” che si è tenuto all’Aldebaran di Blufi. Un’iniziativa organizzata dall’associazione Il Caleidoscopio e dalla Cia di Palermo, per rilanciare gli antichi grani locali. I commensali hanno potuto provare pizze preparate anche con le farine Nero delle Madonie, Tumminia e Maiorca. Ma ecco nel dettaglio il risultato delle schede raccolte: la Perciasacchi ha ottenuto 76 giudizi “ottimo”; Russello e Senatore Cappelli 72; Nero delle Madonie 60; Tumminia e Maiorca59.

Questo è stato il primo passo di una campagna lanciata dalla Confederazione italiana agricoltori di Palermo per rilanciare il grano duro antico siciliano, da sempre considerato un prodotto d’eccellenza. Grazie al clima caldo e secco della Sicilia, che gli permette di crescere senza essere alterato dalle micotossine, e al suo basso indice di glutine, questo grano – secondo diversi studi – conserva straordinarie caratteristiche che lo rendono ideale per combattere stitichezza, problemi digestivi, pancia gonfia, disturbi intestinali, diabete e molto altro.

 

Si tratta di razze che hanno sfiorato l’estinzione e che negli ultimi tempi si sta cercando di rilanciare, anche a fronte di un consumo sempre più “intelligente” da parte di migliaia di consumatori che voglio abbandonare le farine lavorate. Razze che permettono di ottenere una pizza o un pane buono, profumato e ad alta digeribilità.

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