CecalSrl

E’ accaduto nei giorni scorsi quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Palermo, su indicazione della Centrale Operativa, interveniva presso un’abitazione privata, prossima al quartiere di Resuttana-San Lorenzo, dove era stata segnalata un’aggressione ai danni di un anziano. Giunti sul posto i Carabinieri contattavano un pensionato, il quale in evidente stato di agitazione riferiva che il proprio figlio P. a, nato a Palermo, 1957, presente in casa ed in evidente stato di agitazione, prima dell’arrivo dei militari dell’Arma, lo aveva aggredito minacciandolo di morte lanciandogli anche un grosso posacenere in cristallo.
Lo stesso anziano, in sede di denuncia confermava che il proprio congiunto ha dei problemi di depressione e soffre di bipolarismo. Da alcuni mesi, era diventato violento nei suoi confronti e lo picchiava quotidianamente incurante dei suoi problemi di cardiopatia e della sua età avanzata. Una settimana addietro gli aveva sferrato un pugno in faccia e gli aveva rotto la dentiera, che non aveva ancora potuto riparare. Circa 10 giorni addietro lo aveva colpito violentemente al costato sinistro così inclinandogli una costola. Circa 15 giorni ancora, dopo un ennesimo diverbio per futili motivi, lo aveva costretto ad inginocchiarsi ai suoi piedi minacciandolo che lo avrebbe decapitato con una catana ben affilata brandendola tra le mani, se non gli avesse chiesto perdono. L’anziano, in quella circostanza aveva avuto talmente paura tanto di aver temuto per la sua vita, urinandosi addosso, inoltre, nella stessa circostanza gli aveva procurato un taglio all’altezza dell’orecchio sinistro.
Oggi pomeriggio, sempre senza alcun valido motivo, dopo avergli chiesto di abbassare il volume della radio, avrebbe iniziato a picchiarlo, minacciarlo di morte e invitandolo ad andare via da casa altrimenti lo avrebbe buttato giù dal balcone. Per come già anzidetto gli aveva lanciato un grosso posacenere in cristallo per fortuna senza colpirlo, che andava in frantumi, questi per farlo sparire aveva raccolto i cocci con le mani buttandoli nel sacchetto della spazzatura. La discussione si protraeva sul terrazzo di casa dove i vicini, probabilmente attirati dalle urla di suo figlio e dalle richieste di aiuto dell’anziano, si accorgevano della gravità del momento richiedendo un immediato intervento al 112 del Pronto Intervento dei Carabinieri.
La vittima riferiva inoltre, che il figlio era solito procurare danni in casa del tipo: aveva rotto diversi bicchieri della cristalleria, aveva bruciacchiato sedie e divani con le cicche delle sigarette, la sua stanza era completamente a soqquadro tanto da renderla inutilizzabile, e a tutto questo nei suoi momenti di rabbia molto spesso riservava nei confronti del padre, maltrattamenti fisici senza alcun motivo. Diverse erano state le volte che erano intervenute le forze dell’ordine allertati dalla stessa vittima o dai vicini di casa che conoscono la sua situazione terrorizzati dal fatto: che prima o poi la vicenda sarebbe finita in disgrazia. L’anziano più volte aveva avuto l’intenzione di denunciare i fatti, ma al momento di sporgere denuncia per continui maltrattamenti patiti, al momento di sottoscriverla ci ripensava per paura che il figlio venisse arrestato.
La catana con cui la vittima riferiva di essere stato minacciato di morte, veniva recuperata mentre era riposta su di un tavolino nel terrazzo di casa e sottoposta a sequestro penale in quanto rientra in quella categoria di armi per cui è prevista la denuncia presso i competenti organi di polizia, per la detenzione.
Alla luce di quanto sopra, l’aggressore veniva accompagnato in Caserma, tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia.
Dell’avvenuto arresto veniva dato avviso alla competente Autorità Giudiziaria che disponeva che il prevenuto fosse associato presso la casa circondariale “Pagliarelli”.
L’arrestato, nella medesima circostanza è stato inoltre deferito in stato di libertà, per detenzione illegale di arma bianca

CONDIVIDI