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Continua l’orrore, l’angoscia, la rabbia e la paura sulle Madonie dove a causa della presenza dei cinghiali , una coppia di anziani è stata attaccata nelle campagne di Cefalù. Ennesimo problema, ma di diverso epilogo visto che questa volta il morto ha preso il sopravvento e, dove anche la moglie di un uomo di 77 anni è stata attaccata, ferita e successivamente dimessa dall’ospedale. Vani sono stati i tentativi per risolvere la questione in questi anni da parte dell’opinione pubblica, dalle amministrazioni comunali e, dove le soluzioni non sono mai arrivate, solo proclami e vane promesse dal governo regionale che non ha mai preso in considerazione il livello del problema. Il numero di cinghiali negli ultimi anni nel territorio madonita si sono moltiplicati e ampliati a macchia d’olio, con incroci di suini che hanno portato solo tanta rabbia anche nelle campagne dove i coltivatori puntualmente trovano le loro terre coltivate la loro presenza e/o sono vittime dello scempio che questi provocano e, da dove passano radono tutto al suolo. Scavi impressionanti alla ricerca di radici, erbe e verdura da mangiare, razzia di piccoli animali di campagna che non hanno paura si nessuna cosa e affrontano a viso aperto coloro che li vogliono sfidare.
Da oggi la situazione deve cambiare, dopo aver preso atto di una fatto di cronaca deve esserci un’inversione di rotta, proprio perchè non è più tollerabile essere attaccati a viso aperto da questi rudi animali, che sfidano tutti con furia e senza mezzi termini. Vige una legge regionale in materia che deve essere regolamentata il prima possibile e discussa al parlamento regionale e, dopo la grave circostanza appena accaduta sarà ulteriore stimolo per sollecitare il cambiamento della norma, dove con l’aiuto dei prefetti, dei sindaci madoniti, l’Assessorato Agricoltura e Corpo Forestale si possa collaborare e risolvere il problema con ogni risorsa possibile sia negli interventi e nel controllo e gestione del territorio.

Antonio David

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