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La vita, gli ideali, le lotte politiche sono i principi fondamentali di una vita passata tra l’analfabetismo e la sottomissione del padroni della terra. Questo è la storia di Vincenzo Pagano il “polizzano” che con il suo libro dal titolo “Il Compagno” che presenterà a Polizzi Generosa Giovedi 13 presso l’auditorium alle ore 18.00, mette in risalto la vita passata nei campi , tra i braccianti, tra i mezzadri, l’occupazione delle terre e le lotte quotidiane che per 16 anni lo hanno visto protagonista nel bene e nel male dal dal ’52 al ’68.

Successivamente l’industria lo costrinse a girovagare e lasciare il paese, passando dalla zona ionica del messinese, poi a Giammoro e infine a Roma dal 1975 al 1977. Per stare accanto ai figli , rifiutò di andare in Venezuela e, dovunque abbia vissuto ha voluto vivere “da operaio” come si definisce lui, non tralasciando la vita nella Camera del Lavoro con la CGIL. Da lì in poi è rimasto comunista e pur non essendoci più il partito , rimane seguace di quella sinistra italiana che oggi, certamente non si può paragonare a quella di allora, che ha dato tanto in passato, per un migliore sviluppo sociale.

Carmelo Coppolino Billè né parla ai tempi della CGIL di Milazzo negli anno ’70, dove Vincenzo era sempre in prima linea, portando orgogliosamente fiero lo stendardo del sindacato, dove a quei tempi la classe operaia che rappresentava , doveva combattere e risorgere dai postumi della prima guerra mondiale e, con l’avvento della seconda guerra si combatteva con la miseria e la povertà che ha accompagnato quei periodi bui e difficili per tutti. Vincenzo dovette subito affrontare il distacco che lo legava alla famiglia e con la morte della madre e poi del padre, dovette affrontare i molteplici problemi che la vita gli ha riservato.

Incontra la sua donna che condivide con lui il tragitto di vita insieme e, nel suo libro racconta con qualche lacrima d’amarezza , alcuni posti della Sicilia che lo hanno visto lavoratore, dando ai suoi figli ,fieri del proprio padre,un senso di vita passata. Vincenzo ha vinto la sua battaglia, il suo lungo viaggio l’ha visto lottare da solo e vivere in situazioni e ambienti non paragonabili ai giorni nostri, non ha bisogno di lauree o di attestati, ma vive di realtà sulla propria pelle e testimonianze di colui e coloro che gli sono stati vicino. Ha deciso di scrivere “IL COMPAGNO” come testimonianza per le nuove generazioni che non conoscono il passato, dove non tutto era dovuto, ma doveva conquistarsi!

Antonio David

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