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Una considerazione da parte di Fabio Tricoli, fratello di Marzio ed un comunicato da parte del Real Cefalù, per cercare di scuotere le sensibilità dei politici e della società per far si di non perdere una struttura pubblica di eccellenza come il Palasport Marzio Tricoli.

Fabio Tricoli: È davvero una vergogna, un incomprensibile suicidio amministrativo. Che vivo sulla pelle del nome della mia famiglia. Mi attiverò per quanto nelle mie possibilità per porre fine a questo scempio, nella speranza che la struttura possa tornare quanto prima nella disponibilità della vostra società e di tutti gli sportivi che meritano una situazione ben diversa. E che la giustizia possa accertare eventuali responsabilità.

Real Cefalù: Come con le mani legate, assistiamo in prima persona a quello che si può definire un vero e proprio abbandono della cosa pubblica.
Noi del Real Cefalù abbiamo sfruttato, senza pochi sacrifici per 4 stagioni, una struttura sportiva d’eccellenza come il Pala Tricoli.
Una vera e propria perla, costruita dalla Provincia di Palermo per un costo complessivo che si è aggirato intorno ai 10 milioni di Euro.
In 5687 metri quadrati di area, la struttura presenta: 3000 posti a sedere, due settori di gradinate, un grande locale per la ristorazione, quattro locali per gli spogliatoi degli atleti e quattro per gli arbitri;una palestra per l’allenamento, nonché tre postazioni di pronto soccorso e un ampio locale adibito alle analisi antidoping, senza dimenticarci della sala stampa a terzo piano, provvista di cabine attrezzate e grandi finestre che si aprono sul campo; realizzati anche sette uffici e una sala conferenze.
Per ben due volte, dal 2011, anno di inaugurazione , a causa del maltempo invernale il tetto ha ceduto.
Le pioggie,l’umidità e i vari agenti atmosferici, hanno danneggiato seriamente il parquet e gli interni, sono stati fatti del lavori per provare ad arginare il problema, ma è evidente a chiunque entri nella struttura che non siano stati sufficenti.
Non è il momento di render noto quanto per una realtà piccola come la nostra sia gravoso, non solo economicamente, fare sport in un impianto che al pieno delle proprie potenzialità sarebbe un fiore all’occhiello non solo della provincia che ne ha dato i natali,ma della regione intera.
Quando abbiamo deciso di fare sport avevamo intenzione di valorizzare al meglio il territorio e la fruizione del Pala Tricoli non poteva essere una parte marginale del nostro progetto, a qualsiasi costo.
Questo è il momento di provare a salvare una struttura, eccellente e costruita con il denaro pubblico, dal degrado inesorabile che avanza e che in pochi mesi ha reso l’edificio sempre meno adatto a fare attività sportiva.
Noi non sappiamo come si comporterebbe il compianto Marzio Tricoli, al quale è stato intitolato il palazzetto dello sport, ma alla luce della sua costante presenza nel sociale grazie alla fondazione che gli eredi continuano a portare avanti, e la passione per lo sport che ha caratterizzato la sua vita terrena, crediamo che sarebbe un enorme ed ingiusto smacco alla sua memoria, vedere tale struttura abbandonata a sé stessa.
Non proviamo ad alzare la voce per rivendicare qualcosa di “nostro”, alziamo la voce per far sapere, a chi ci sta intorno, che andrà perduto qualcosa di pubblico.
E in quanto pubblico, di tutti. Non di nessuno.

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