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gangi-mostra8-2015cNelle splendide sale di palazzo Bongiorno a Gangi, sarà visitabile sino a domani(23 agosto) la mostra d’arte “Cerchi simbolici & Donne evanescenti” curata da Andrea Calabrò e Gina Scardino.
La mostra è stata inaugurata domenica scorsa alla presenza del sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello.
Calabrò e Scardina due artisti con l’amore per l’espressione artistica che fondono forma e sostanza in un equilibrio perfetto di passioni ed emozioni, un equilibrio nella composizione dove a essere esaltata è l’essenzialità delle pitture che non lasciano indifferente il visitatore.

Per Katia Lo Presti critica d’Arte (Trapani): “Amore per la vita .. amore per l’Arte” in questa frase, molto esaustiva, si può racchiudere la personalità di Andrea Calabrò, artista originario di Castroreale, piccolo paese della provincia di Messina. Osservando i suoi quadri si rimane affascinati non soltanto dall’energia positiva che suscitano i colori, sempre molto accesi, ma soprattutto dalla capacità di descrivere la realtà che lo circonda “colorandola” della sua sensibilità e del suo modo di sentire le cose.
Invece il professor Luciano Pranzetti letterato e critico d’arte (Roma): “L’impressione che si avverte, contemplando le opere di Andrea Calabrò, è la medesima che sale allorquando si sta davanti a una vetrata policroma ove la luce, che si diffonde traverso le aree colorate, sembra non risentire del filtro che la materia tuttavia vi esercita spiegando, così, l’intera gamma delle emozioni”.

Gina Scardina artista di Nicosia in provincia di Enna, autodidatta, inizia a dipingere intorno agli anni ’70 e dice di se stessa: “Sono stata spinta a dipingere da un impulso interiore che nasce inizialmente da un contatto diretto con la natura, che con il passare del tempo diventa sempre più intenso e da allora non ho mai smesso di creare, di dipingere. Io dipingo per passione, per me stessa, per voglia di vivere, per scavare dentro la mia anima. La critica d’arte Francesca Biondolillo di lei ha scritto: “Attraverso le calde cromie ed intuitive concretizazioni materiche, l’arte della Scardino dà dimostrazione di come l’effetto plastico, se ben supportato da una ottima ricerca tonale, può avere consistenza anche su una superficie piana. Per Pietro Calabretta artista e critico dice: “Le donne dipinte dalla Scardino sono sofferte e di una ineguagliabile profondità psicologica, richiamano alla più profonda riflessione sullo spirito femminile, invitando ad osservare il mondo della donna da una nuova angolazione.

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