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Cosa non si farebbe per salvare una giunta che traballa ed evitare il rischio di elezioni anticipate! Pare che Alfano sarà invitato alla festa de l’Unità di Palermo. Che c’è di male? Niente: Alfano è un ministro del governo Renzi. Tutto: Alfano è il simbolo di una classe dirigente che ha distrutto l’isola. Lo dicono Corradino Mineo, Antonella Monastra e Sara Pizzillo (foto).
Proprio oggi l’Espresso titola “Il Sud sparito”. Sì, sequestrato da una borghesia che si è arricchita con l’intermediazione parassitaria, che ha portato al governo gli organizzatori di tutte le trattative e di ogni scambio politico-mafioso: a voi il consenso della Sicilia, a noi il potere nell’isola.
Eppure, secondo Repubblica Palermo, Raciti avrebbe detto: “se fosse per me li farei entrare (quelli del NCD) in giunta anche subito”. Il compagno Raciti ha avuto tempo di leggere l’ultimo sondaggio Piepoli? Alleato con NCD il Pd sarebbe battuto da M5S. A livello nazionale, figuriamoci in Sicilia.
E dove è Crocetta, dove si nasconde il Presidente che aveva fatto dell’antimafia e della sua diversità dai vasa-vasa la scommessa per cambiare la Sicilia. Ieri ha disertato la commemorazione del generale Dalla Chiesa, oggi si fa imporre a mezzo stampa le alleanze di governo.
Ci appelliamo – dicono Corradino Mineo, Antonella Monastra e Sara Pizzillo – al Presidente Crocetta, perché faccia come Fabrizio Ferrandelli: si dimetta e apra la strada a libere elezioni. Abbia il coraggio di coinvolgere il popolo siciliano, non si chiuda a mangiare alla stessa tavola di sempre.

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