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 “Nelle ultime settimane  – spiega Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia – abbiamo più volte evidenziato alle istituzioni regionali e a quelle nazionali, la gravissima situazione un cui versano i comuni siciliani. Ai già noti problemi finanziari, legati alla costante e crescente riduzione dei trasferimenti verificatasi negli ultimi 6 anni, oggi si aggiungono gli effetti prodotti dall’attuazione della riforma dell’armonizzazione contabile”.

“Ricordiamo che, a differenza del resto d’Italia, – aggiunge Luca Cannata, vice presidente vicario dell’Associazione –  in Sicilia la riforma è entrata in vigore solamente il 17 luglio 2015 e che a causa di ciò, su nostra richiesta, il governo nazionale ha deciso di prorogare per i soli comuni siciliani al 30 settembre il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione. Nessuna forma di compensazione è stata però individuata rispetto all’obbligo di istituire un Fondo Crediti di dubbia esigibilità (FCDE). Tale accantonamento, è bene ricordarlo, produce un effetto sostanziale che può essere paragonato a quello di un ulteriore e significativo “taglio di risorse”.

“In più occasioni,  – continua Orlando – e da ultimo il 3 giugno scorso in occasione dell’incontro con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, avevamo posto il tema delle conseguenze dell’applicazione in Sicilia della riforma sull’armonizzazione contabile, ricordando che gli effetti sostanziali dell’applicazione di tale normativa avrebbero potuto minare alle fondamenta la stessa tenuta finanziaria dei comuni”.

“A pochi giorni dal 30 settembre  – precisa Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – sempre più comuni si trovano di fronte all’impossibilità di far quadrare i conti. Il rischio è che ai tanti comuni che hanno già dichiarato il dissesto finanziario se ne possano aggiungere molti altri. Il rischio è quello di essere in presenza di una crisi di sistema che affonda le proprie radici nell’atavico dualismo tra centro-nord e sud che caratterizza il nostro Paese e che manifesta i suoi effetti più gravi sulla diversa capacità fiscale e su luoghi di riscossione dei tributi molto distanti”.

“Consapevoli del rischio che una simile situazione può avere anche sull’economia reale della nostra Regione e del Paese,  – conclude il Presidente Orlando – rinnoviamo l’appello al governo regionale affinché si possano individuare insieme le necessarie e opportune soluzioni che consentano di far fronte all’attuale emergenza finanziaria, dando certezze ai comuni sia sull’entità dei trasferimenti, sia sui tempi effettivi di erogazione. In tal senso il primo e urgente intervento servirà a far fronte alla crisi di liquidità in cui versano buona parte degli enti locali. Per tali ragioni si è deciso di convocare con urgenza un Ufficio di Presidenza della nostra Associazione, previsto per giorno 18, con l’obiettivo di affrontare questi temi e di organizzare, nei prossimi giorni, una specifica assemblea dei sindaci”.

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