CecalSrl

E’ notizia recente che le risorse finanziarie destinate alle ZFU saranno drasticamente ridotte.

Burrafato non ci sta: “sono certo che l’Anci farà la sua parte. Ma non possiamo non esprimere il dissenso per questa scelta che rischia di penalizzare la timida ripresa che si intravede all’orizzonte”.

Il primo cittadino di Termini Imerese – dopo aver fortemente voluto che Termini Imerese rientrasse tra le aree destinate alle Zone Franche Urbane ed aver trovato la piena disponibilità di Simona Vicari, che a suo tempo sostenne il complesso iter legislativo che portò al riconoscimento sia di una parte del centro storico di Termini Imerese, sia dell’area industriale – ha già lanciato, per tempo, un nuovo appello in vista del dibattito parlamentare per il varo della finanziaria 2016 e torna a rivolgersi proprio alla Vicari, oggi sottosegretario allo Sviluppo Economico – in capo a cui è attestata la misura straordinaria in favore delle imprese -.

A tal proposito già nei giorni scorsi aveva inviato una nota al Ministero dello Sviluppo Economico, illustrando la situazione di grave crisi che attraversa il nostro territorio e le ricadute negative che potrebbero derivare dalla drastica riduzione delle risorse destinate alle ZFU e quindi anche su Termini Imerese.

La ZFU con questa riduzione dei finanziamenti, rischia di essere quasi cancellata del tutto. La Sicilia è la regione che ha ottenuto più fondi rispetto ad altri territori e, in particolare nella provincia di Palermo, Termini Imerese con 449 beneficiari e 300 aziende che hanno innescato le agevolazioni, occupa il secondo posto dopo Bagheria. Stare dentro il perimetro della Zona Franca Urbana ha consentito alle imprese di beneficiare di agevolazioni fiscali e previdenziali proprio per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale delle micro e piccole imprese.

“Oggi, ad un anno dalla nascita delle ZFU il bilancio è positivo – afferma il sindaco Burrafato – l’esenzione dalle imposte sui redditi, l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente hanno dato una boccata di ossigeno alle piccole imprese del territorio, sono 75 le aziende che hanno potuto fare il loro ingresso nel panorama produttivo cittadino, grazie proprio alle agevolazioni. E’ inaccettabile questo drastico taglio alle risorse assegnate. Anche se ci sono degli aspetti che vanno approfonditi e riguardano i requisiti per accedere alle agevolazioni o l’essere in regola con il pagamento dei tributi locali. Le Zone Franche Urbane sono nate per sostenere la fiscalità delle imprese nelle aree disagiate e il nostro territorio – ha concluso Burrafato – purtroppo disagiato, non può oggi farne a meno”.

Aurora Rainieri

CONDIVIDI