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Il 24 ottobre 2015 alle ore 10,00 presso l’Aula Consiliare “Rocco Chinnici”, Via Leonardo Avellone, 30 di Roccapalumba, in occasione della Terza Edizione della Settimana del Pianeta Terra, (che partirà dal 18 al 25 ottobre in 180 località italiane, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con circa 240 Geoeventi), dopo i saluti di Gugliemo Rosa, Sindaco di Roccapalumba e la presentazione di Giuseppe Pollina, Presidente della sede locale di SiciliAntica, Pietro Di Stefano e Carolina D’Arpa, geologi dell’Università di Palermo, parleranno sia delle rocce rinvenute a Roccapalumba, nel palermitano, che preservano anche tracce di un’attività vulcanica sottomarina risalente a circa 165 milioni di anni fa che della collina del Castellaccio (località Le Rocche), dove gli studiosi hanno rinvenuto la presenza di lave e tufi vulcanici frutto di un’eruzione vulcanica sottomarina. Coordinerà l’incontro Miriam Cerami, studiosa del territorio. A seguire gli stessi relatori condurranno i presenti a visitare la “Rocca” di Roccapalumba, un museo a cielo aperto; un’opportunità per studiosi, studenti e appassionati di vedere un sito geologico di notevole importanza.
Descrizione: I blocchi calcarei isolati di Roccapalumba sono noti nel mondo scientifico sin dalla seconda metà del XIX secolo per le peculiari caratteristiche geologiche. Sono costituiti da rocce sedimentarie depostesi in mare aperto durante il Giurassico Medio e Superiore.
L’affioramento delle “Rocche”, localizzato nei pressi della stazione ferroviaria di Roccapumba-Alia, fu studiato per la prima volta alla fine del 1870 da G.G. Gemmellaro ed ha restituito una ricca e diversificata associazione fossilifera contenente tra gli altri un’ammonite del diametro di 80 cm in ottimo stato di conservazione, custodita presso il museo Gemmellaro dell’Università di Palermo, e testimonianza di quelle popolazioni di ammoniti che vivevano nei mari giurassici (circa 160 milioni di anni fa) nelle aree in cui si sono originate queste rocce.
Ancora più particolare la “Rocca” che sormonta l’abitato di Roccapalumba, una successione rovesciata, che sembra quasi un anfiteatro. Risalendo gli strati, che fungono da battuta di questa ampia scalinata non viene rispettato il principio di sovrapposizione, con strati più recenti sovrapposti a quelli più antichi. La successione di strati, al contrario, contiene ammoniti via via più antiche, che coprono un intervallo temporale di circa 17 milioni di anni.
E’ possibile visualizzare la ricchissima, variegata ed unica vetrina delle geoscienze italiane, che offre al grande pubblico la cultura della bellezza del nostro patrimonio geologico, anche su Facebook e Twitter, oltre che su www.settimanaterra.org .

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