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La festa tradizionale della patrona del comune di Alimena, Santa Maria Maddalena, si svolge tradizionalmente nei giorni 30 e 31 agosto per culminare nella prima giornata di settembre con la solenne processione dedicata a quella che è considerata dalla tradizione cattolica apostolica romana di rito latino e da tutte le altre comunità ortodosse orientali e non, l’amica intima e confidente di Gesù di Nazareth; la leggenda sorta lungo i secoli vuole che la santa penitente sia stata liberata dal Cristo Pantocratore da sette spiriti infernali, che simboleggiano i sette vizi capitali di cui l’uomo si fa schiavo a causa del peccato. La liberazione del corpo e dello spirito avrebbe restituito la ragazza di Magdala alla sua grazia immacolata e alla purezza originaria di cuore con un gesto “battesimale” e rituale segno del divino amore del “figlio dell’uomo” per l’umanità da redimere in quel genere particolare di donna. Nel corso della festa paesana avviene una singolare commistione tradizionale tra elementi sacri e profani, come per tante altre festività e occorrenze, dovuti all’intreccio tra tradizione popolare ed elemento religioso puro. Secondo le teorie psicanalitiche e socio-antropologiche più accreditate nel corso del XX secolo (vedi studiosi quali Antonino Buttitta,Marcel Mauss ed Emile Durkheim), il simulacro che si trova all’interno della chiesa Madre, reca tra le mani un teschio, simbolo apotropaico della rigenerazione spirituale avveniente e del superamento della morte, generata dal peccato e dalla fragilità non legata alla Grazia santificante di Cristo.

Enrico Alba

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