CecalSrl

Penso, con un pó di nostalgia, a come funzionava la Democrazia nel nostro Paese ai tempi della “Prima Repubblica” che tantissimi giovani non hanno vissuto e che, non per colpa loro, non hanno conosciuto .
I Partiti, con le sezioni nei Territori e con i militanti nelle sezioni, promuovevano l’ascolto e la partecipazione, i cittadini venivano in
qualche modo coinvolti nei processi di formazione delle scelte e delle decisioni, ed i Partiti si facevano carico di portare nei Palazzi del Potere, ai vari livelli, le istanze raccolte nel Territorio.
In qualche modo i Partiti erano dei veri e propri Laboratori Politici, strumenti di conoscenza dei bisogni e delle istanze dei cittadini, strumenti di elaborazione e di proposta, messi a disposizione dei rappresentanti eletti dai cittadini nelle Istituzioni, ai vari livelli, per orientare il Potere e metterlo nella condizione di CONOSCERE i bisogni delle Comunità e di tenerne conto nell’azione legislativa e nell’azione amministrativa.
In questo contesto i Partiti e la classe dirigente espressa nei Partiti ( segretari di sezioni o di circoli, segretari provinciali , regionali e segretario nazionale ) avevano un ruolo fondamentale nella promozione della PARTECIPAZIONE e della DEMOCRAZIA ai vari livelli nel territorio.
Le linee politiche espresse nei deliberati congressuali erano il risultato di un percorso democratico, che si fondava sulla conoscenza dei bisogni e delle aspirazioni delle comunità e dei territori, e su una intima connessione tra bisogni delle comunità ed azione legislativa ed amministrativa.
Nei Congressi si decideva il profilo strategico dei Partiti e, tra un congresso e l’altro, i gruppi dirigenti espressi democraticamente sviluppavano e realizzavano i programmi dei Partiti.
Questo, in linea di massima, il funzionamento dei Partiti nella Prima Repubblica.
Da qualche tempo ho osservato l’evoluzione ed il funzionamento delle dinamiche della Partecipazione e della Democrazia all’interno del Partito Democratico, il Partito , che insieme alle amiche ed agli amici del mio Laboratorio Politico. ho scelto due anni fa, e francamente ho qualche difficoltá a capire e ad orientarmi.
Ho notevoli difficoltá a dare un giudizio ed a fare una valutazione sull’attuale segretario provinciale di Palermo, avv.to Miceli, per il semplice fatto che non ha operato a nessun livello , e quindi sarebbe impossibile esprimere un giudizio sulla segreteria Miceli.
Su Raciti, attuale segretario regionale , un velo pietoso….
Si é limitato a prendere atto dei “rimpasti ” di Crocetta, e non mi risulta che abbia mai espresso una posizione per esempio sullo “sfascio” della Formazione Professionale in Sicilia, sui mancati interventi di Crocetta nella delicata vicenda dei Rifiuti in Sicilia, sui pasticci del Governo Crocetta relativamente alla Riforma delle Provincie, sulle responsabilità di Crocetta sul fronte della utilizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Finanza Comunitaria, sul responsabile abbandono di settori fondamentali per l’Economia Siciliana come l’Agricoltura ed il Turismo, sulla inadeguata valorizzazione dei nostri Beni Culturali, sui drammatici problemi della viabilità e dei collegamenti tra zone interne e zone di costa, ecc. ecc., per non parlare della totale assenza di valutazioni sul profilo etico della “Gestione del Potere” in Sicilia.
Un segretario inadeguato culturalmente e progettualmente.
Mi piace, anche per il segretario Raciti, usare le stesse parole e le stesse definizioni che ho utilizzato per definire il Presidente Crocetta, che da tempo continuo a giudicare “inadeguato culturalmente e progettualmente”.
Non mi va di aggiungere altro : desidero solo sottolineare che comprendo il disagio dei tantissimi Siciliani, che, disgustati da una vergognosa gestione del potere, da tempo non vanno più a votare.
Aggiungo che, per altre considerazioni che in questa occasione decido di non trattare per non appesantirVi, e che riguardano Renzi ed il modello Renziano della gestione del potere , ho non poche difficoltá a individuare nel PD quella palestra di democrazia e di partecipazione , che avevo sognato di trovare quando aderii al PD.
Naturalmente, a conclusione di questa mia riflessione,
non pretendo che i segretari Miceli e Raciti chiariscano la loro posizione, anche perché comprendo perfettamente che i chiarimenti non vanno richiesti a Miceli e Raciti, ma ai personaggi politici che li hanno scelti
come segretari appunto per “le loro qualità e le loro caratteristiche” , che ho in qualche modo cercato di descrivere.
Ribadisco, anche in questa occasione, che in Sicilia ho scelto di sostenere Fabrizio Ferrandelli, perché -ha avuto il coraggio e la coerenza di dimettersi da deputato ( scelta non imitata dai deputati Grillini , rivoluzionari e oppositori di Crocetta solo a parole);
-perchè ha con serietà preso atto che Crocetta ha dimostrato di non essere idoneo, sotto ogni profilo, per governare la Sicilia;
-perché è persona per bene e dal profilo etico indiscutibile;
-perché ha con coraggio posto il problema della democrazia e della partecipazione democratica dentro il PD e dentro i Partiti.
Per altro condivido assolutamente l’appello ai Siciliani onesti e per bene, che, stanchi della MALAPOLITICA, sognano ancora che sia possibile RESTITUIRE DIGNITÀ ALLA POLITICA, eleggendo in Sicilia un nuovo Presidente della Regione ed un nuovo Parlamento Regionale, in grado di costruire una prospettiva di speranza per i nostri giovani.
Armando Aulicino

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