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A cent’anni dall’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, l’Italia ricorda il 4 novembre del 1918, data in cui la Grande Guerra si concludeva vittoriosamente sul fronte italiano. Anche a Termini Imerese, come in tutta Italia, oggi si sono svolte alcune manifestazioni commemorative.

Mentre a Roma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella deponeva una corona sulla lapide dei Caduti del Quirinale, la nostra Città ha iniziato i festeggiamenti per la giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate presso il Museo Civico B. Romano con la mostra “Non gridate più”, a cura degli studenti del Liceo Scientifico Nicolò Palmeri. Spunto per il titolo della mostra è stato l’omonimo componimento con cui Ungaretti esorta a porre fine ai contrasti e raccogliersi in religioso silenzio, per ascoltare il messaggio di pace che proveniva dalle tombe in cui giacevano i morti per colpa della guerra, non ascoltare la debole voce dei morti sarebbe stato come ucciderli un’altra volta, non capire il loro sacrificio. La mostra, fortemente voluta dall’Assessore alla Cultura Donatella Battaglia, sarà visitabile sino al 14 novembre; oltre a presentare degli esaustivi pannelli divulgativi, meticolosamente creati dal Generale Mario Piraino, custodisce divise e cimeli della Grande Guerra omaggiate dal collezionista palermitano Antonino Muratore.

A seguire, alle ore 10.30, si è svolta la Santa Messa in onore delle Forze Armate e in suffragio ai caduti di tutte le guerre. Il celebrante, padre Giorgio Scimeca, ha coinvolto con una toccante celebrazione le scolaresche presenti presso il Santuario Maria Santissima della Consolazione. Da qui si è mosso un folto corteo alla volta del Monumento di Piazza della Vittoria; in testa le scuole termitane con le proprie bandiere, di seguito le autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche locali. Unica sosta intermedia l’esposizione di cimeli appartenenti ai fratelli Alfredo e Guido Aguglia, entrambi soldati durante il primo conflitto mondiale con il grado di Sottotenente.

Alla deposizione della corona d’alloro presso il Monumento di Piazza della Vittoria il Sindaco Salvatore Burrafato ha sottolineato come «il nostro Paese affida sui suoi militari la propria sicurezza e la cooperazione al sostegno della pace e della giustizia internazionale». È proprio con questo spirito che l’Amministrazione comunale ha consegnato un riconoscimento a tre concittadini che hanno preso parte all’intervento di Sigonella, proprio trenta anni fa. Infatti l’11 ottobre 1985 gli Stati Uniti avevano chiesto a Craxi di dare ordini per autorizzare l’atterraggio sull’aerporto militare di Sigonella di un aereo egiziano dirottato all’altezza del Canale di Sicilia da F-14 americani. Sull’aereo ci sono due negoziatori palestinesi, nominati da Arafat per la vicenda dell’Achille Lauro, i quattro dirottatori, un ambasciatore del governo del Cairo ed elementi del servizio di sicurezza egiziano. All’atterraggio sulla pista viene circondato dai soldati italiani, Vam dell’aeronautica, tra questi i termitani Giovanni Fregoli, Marcello Peri e Giuseppe  Profita.

bambini monumento cadutiLa mattinata è volta così al termine, tra momenti di grande partecipazione che hanno visto coinvolti gli studenti delle istituzioni scolastiche presenti nel territorio. I ragazzi, con il prezioso sostegno dei propri dirigenti scolastici ed insegnanti hanno regalato agli intervenuti toccanti momenti: i ragazzi dell’Istituto comprensivo Paolo Balsamo con la lettura di un componimento di Ungaretti, poeta-soldato durante la Prima Guerra Mondiale, ed i ragazzi dell’Istituto comprensivo Tisia d’Imera hanno salutato i presenti sulle note dell’Inno di Mameli.

A pochi passi il Museo del Motorismo siciliano e della Targa Florio ha esposto una delle prime vetture FIAT prodotte dopo il conflitto, simbolo di una nazione sempre pronta per ripartire.

 

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