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Dopo il successo dell’edizione del 2013 e del Festival nazionale del lavoro svoltosi lo scorso giugno al Teatro Massimo, l’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo ha registrato il marchio “Ripartiamo dal lavoro” come slogan “di una campagna incessante che parte da Palermo – ha spiegato il presidente Vincenzo Barbaro aprendo oggi a Palermo ‘Ripartiamo dal lavoro 2015’, kermesse dedicata ai nuovi ammortizzatori sociali – . Una campagna che sarà testarda, martellante, quotidiana, che come consulenti del lavoro porteremo avanti ad ogni livello fino a quando nel cuore e nella mente dei nostri governanti non sarà chiaro che se non riparte il lavoro non riparte il Paese”.
“Ogni spunto, ogni minima occasione – ha aggiunto Barbaro – deve essere utile a creare posti di lavoro. Ad esempio, per ‘Ripartiamo dal lavoro 2015’ abbiamo inviato a tutti i 700 iscritti una App che consente di consultare tutta la normativa in materia di riforma del mercato del lavoro e di avere informazioni sul programma e sui luoghi dell’evento. Una nuova tecnologia per creare la quale sono stati occupati dei giovani”.
I consulenti del lavoro sono convinti che bisogna ripartire dalle scuole. Ed è per questo che sono stati consegnati i premi agli istituti vincitori del concorso “Il lavoro e la Costituzione” bandito dall’Istituto scolastico regionale in occasione del Festival del lavoro di giugno, “ma anche quelli che pur non avendo vinto hanno realizzato ottimi lavori – ha dichiarato Barbaro – . Abbiamo voluto incoraggiare questi ragazzi che, soprattutto nelle periferie e nei paesi interni, credono nelle istituzioni e nei valori della democrazia e del lavoro molto più di noi”.
Il primo premio è andato alla scuola “Karol Wojtyla” di Santa Flavia che, con il video “Farò il pescatore” sul lavoro come solidarietà ed integrazione ha commosso le migliaia di consulenti presenti al Festival, al punto che il sindaco Leoluca Orlando ha ritenuto di farne omaggio a Papa Francesco. Secondo premio all’istituto comprensivo “Maredolce” di Palermo per un plastico realizzato con materiali riciclati, e al terzo posto l’istituto “Reina” di Giuliana-Chiusa Sclafani, in provincia di Palermo, con un brano musicale.
Barbaro è tornato sui centri per l’impiego in Sicilia, che, secondo il rapporto del ministero del Lavoro, rispetto alla Lombardia hanno il triplo di personale e un terzo di risultati: “La mia non era una critica alle persone – ha chiarito – , ma ad un sistema che va rivisto per mettere questi lavoratori nelle condizioni di rendere servizi efficienti a chi cerca un’occupazione. Le disfunzioni registrate in occasione di Garanzia Giovani, che è un evento occasionale, dimostrano che queste strutture hanno problemi di regolamenti, di tecnologie e di raccordo con istituzioni e imprese, che rendono lento e difficile il fornire i nuovi servizi richiesti dalla riforma del mercato del lavoro. Abbiamo sollevato solo il caso delle migliaia di cassintegrati, che ora devono essere profilati, devono sottoscrivere il Patto di servizio, devono sottoporsi a periodi di formazione, il tutto in sinergia con Inps e imprese. Il primo impegno del nuovo assessore regionale al Lavoro deve essere quello di mettere mano al raccordo tra uso degli ammortizzatori sociali e politiche attive e ciò va fatto con un equilibrio tra intervento pubblico e privato”.

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