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Il Ministro Lorenzin, secondo notizie non ancora confermate ufficialmente, non avrebbe concesso la deroga per il mantenimento del Punto nascita di Petralia mentre avrebbe accolto le richieste avanzate per altri presidi ospedalieri dall’Assessorato Regionale per la Salute. Si tratta di una gravissima lesione dei diritti di un territorio – le Madonie – e della conferma che a guidare le scelte del Comitato Percorso Nascita Nazionale non sono stati solo criteri scientifici e ragioni di sicurezza per la mamma e il bambino, ma logiche di appartenenza all’interno della compagine di governo guidata dal Partito Democratico. Tra i fattori che hanno portato a negare la deroga a Petralia, sono certo, ha pesato il fatto che nel nostro ospedale viene assicurata l’applicazione di una legge dello stato: l’interruzione volontaria della gravidanza, scelta sempre drammatica per la donna che nessuno può strumentalizzare, né qualche esponente della direzione dell’Assessorato regionale, il quale non ha fatto mistero
delle proprie posizioni antiabortiste, né eventuali esponenti del Comitato Nazionale.
Mentre mi riservo di valutare sul piano delle scelte politiche personali un esito così sconcertante, annuncio che la battaglia per il diritto a nascere nelle aree montane
continuerà, con tutte le Istituzioni e le forze vive del territorio, e che si aggiungerà un
altro impegno: impedire che nella situazione politica attuale qualcuno possa pensare
di trasformare l’Italia, stato di diritto, in uno stato etico.

Il Sindaco
Santo Inguaggiato

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