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Istituire con urgenza un tavolo tecnico tra Ministero della Salute, Assessorato regionale ed Asp per mettere a frutto la nuova proposta di deroga per la chiusura del Punto Nascite di Petralia Sottana, superando, nel più breve tempo possibile, le tre fasi e tutte le pastoie burocratiche.
È stata questa la richiesta che i sindaci madoniti hanno avanzato nella mattinata di ieri (8 gennaio) al Prefetto di Palermo Antonella De Miro, un atto concreto in risposta al provvedimento di soppressione del reparto petralese, disposto dal Ministro Beatrice Lorenzin lo scorso 31 dicembre 2015.
L’istanza è stata ben accolta dal Prefetto che si attiverà affinché le istituzioni preposte possano interloquire e risolvere la questione, mettendo in sicurezza e riaprendo il reparto, ovvero potenziando il personale medico e para medico, per garantire idonee cure alle donne in gravidanza e ai neonati madoniti che, al momento, sono costretti a spostarsi a Termini Imerese, con il rischio che lo spostamento (75 chilometri ed un ora e mezza di viaggio) si trasformi in una tragedia.
Alla manifestazione di Palermo erano presenti gli amministratori di tutte le comunità montane servite dal nosocomio petralese, (Petralia Sottana, Petralia Soprana, Alimena, Blufi, Bompietro, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo e Polizzi Generosa) e quelli solidali con la vertenza, (Caltavuturo, Resuttano, Pollina, San Mauro Castelverde) che, insieme ad un folto gruppo di cittadini, rappresentanti sindacali e delle associazioni, si sono mossi in un corteo d’auto lungo l’autostrada A19 per “dire No alla Chiusura del Punto Nascite dell’ospedale Madonna SS. Dell’Alto”. Poi l’arrivo in via Cavour, davanti ai cancelli del palazzo prefettizio, con i gonfaloni dei Comuni accanto a manifesti e slogan di protesta. Ad attendere il corteo dirigenti politici e sindacali, esponenti delle associazioni democratiche, rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, l’Anci.
«Siamo stati ricevuti con tempestività, – sottolinea il Sindaco di Petralia Sottana Santo Inguaggiato a margine dell’incontro – segno che il Prefetto ha compreso l’urgenza e la necessità di ascoltare le nostre motivazioni. Abbiamo registrato una grande attenzione verso il territorio e la problematica, tanto da ricevere l’assoluta garanzia che la dottoressa De Miro si attiverà nel più breve tempo possibile per mettere attorno ad un tavolo tutte le Istituzioni preposte alla riapertura del Punto Nascite del nostro ospedale. Il Prefetto – ribadisce – ha colto in pieno la nostra preoccupazione, visto che il servizio è stato soppresso e le donne per partorire dovranno spostarsi a Termini Imerese. Nei diversi interventi, abbiamo spiegato come i rischi da noi paventati possono diventare realtà».
Ma nonostante l’ottimo riscontro da parte del Prefetto, i sindaci madoniti non abbassano la guardia, continueranno a presidiare ad oltranza, 24 ore su 24, gli uffici comunali, perché a rischio c’è la salute di partorienti e nascituri, «un diritto della persona che va assicurato indistintamente a tutti e che non può assolutamente essere secondario ad alcun altro tipo di interesse».
Intanto, oggi, 9 gennaio, alle ore 10, nell’Aula consiliare di Petralia Sottana si sono riuniti i circoli del Partito Democratico di tutta la provincia di Palermo per mettere a punto una proposta per il potenziamento del reparto nascite in modo da rientrare nei parametri di sicurezza previsti dal Ministero ed assicurarne la riapertura ed il mantenimento.
E domenica, 10 gennaio, alle ore 10.30, presidio nell’androne dell’ospedale con la partecipazione dei musicisti, Maria Russo (soprano), Vadim Pavlov (primo violoncello al Teatro Bellini di Catania), Alister Sorley (violinista Teatro Bellini), Alessandro Valenza (pianista).
Anche l’Arte è a fianco delle comunità delle Madonie.

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