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Il Progetto di riciclo rivolto ai ragazzi delle scuole di Termini Imerese, dal titolo “Termini ti voglio bene”, è entrato a far parte del testo di buone pratiche di volontariato dell’Auser, dal titolo “Il Saper fare” 2016, che sarà presentato a Roma il 20 gennaio alla Cgil nazionale, in corso Italia. Un viaggio nell’Italia della solidarietà che ha inserito come unica esperienza siciliana il progetto nato a Termini sulla base di un protocollo siglato tra Cgil di Termini, Auser e amministrazione comunale per educare i ragazzi della scuola primaria e delle medie alla raccolta differenziata dei rifiuti. “Alla base del progetto c’è l’idea che educando le famiglie e i ragazzi al riciclaggio possa nascere qualche realtà produttiva che contrasti con il deserto della nostra area industriale causato dalla chiusura della Fiat – dichiara Silvana Bova, Auser e Spi Cgil di Termini – La sensibilizzazione dei cittadini di Termini Imerese alla raccolta differenziata speriamo serva anche a scoraggiare qualunque ipotesi di realizzazione di inceneritori e termovalorizzatori da nell’area industriale. Progetti ai quali non siamo interessati. Il messaggio che lanciamo è che il rifiuto invece di bruciarlo possiamo riciclarlo”.
Il progetto, che coinvolge 2.500 alunni di 8 plessi scolastici cittadini, è già partito con i seminari di educazione ambientale. E’ entrato a far parte del programma formativo delle scuole che l’hanno adottato. “Nei prossimi giorni attendiamo l’arrivo dei contenitori per la raccolta di carta e plastica acquistati dal Comune, che ha fornito anche il materiale didattico e informativo. Sollecitiamo il Comune a continuare nella sua azione, sperando che la raccolta differenziata parta presto in tutta la città – aggiunge Silvana Bova- Anche gli anziani dell’Auser partecipano al progetto aiutando i ragazzi nel momento della differenziazione e del conferimento dei rifiuti nei cassonetti. Un’azione concordata con gli insegnanti delle scuole, che hanno accolto felicemente accettato la collaborazione con i volontari dell’Auser della terza età”.

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