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La Polizia di Stato, lo scorso pomeriggio, su ordine del Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese e nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica, ha apposto i sigilli allo stabilimento balneare denominato Lido Maljk, più comunemente conosciuto come il “Maljk”, situato sulla spiaggia di Cefalù a pochi passi dal mare e centro della movida estiva del comune normanno.

Il locale è stato trovato formalmente aperto all’atto dell’accesso degli agenti del Commissariato di Cefalù  che hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento giudiziario.

Secondo l’ordinanza emessa dal Gip presso il tribunale di Termini Imerese su richiesta della locale Procura della Repubblica, il locale difetterebbe del nulla osta della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, nel senso che il nulla osta di compatibilità ambientale e paesaggistica a suo tempo rilasciato avente validità quinquennale sarebbe scaduto già nel maggio del 2014 sì che l’intera struttura già nell’anno passato sarebbe dovuta essere sottoposta a una nuova approvazione e ad un nuovo accertamento di compatibilità ambientale da parte della citata Soprintendenza.

A differenza della concessione demaniale infatti, prorogata in forza di un decreto assessoriale fino al dicembre del 2020, il nulla osta paesaggistico – ha ribadito la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo –  non è suscettibile di proroga temporale e, considerata l’area soggetta a vincolo di immodificabilità assoluta in cui ricade lo stabilimento, non può configurasi nella fattispecie nemmeno il silenzio-assenso.

D’altra parte parrebbe che fino alla data del sequestro la società gerente lo stabilimento non avrebbe presentato alcuna richiesta di rinnovo del nulla osta paesaggistico e ciò malgrado questa imponente struttura permanga da diversi anni sull’arenile senza essere stata mai smantellata.

Il sopralluogo effettuato dagli investigatori del Commissariato di Cefalù all’atto dell’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo avrebbe evidenziato peraltro come parte della struttura, che si regge su profilati in ferro e cc.dd. “tubi innocenti” visibilmente arrugginiti, continuerebbe ad essere parzialmente eretto sul letto di un torrente in piena attività con verosimili rischi di dissesto idrogeologico ed inquinamento delle acque marine, fatti questi già rassegnati all’Autorità Giudiziaria.

Il sequestro preventivo eseguito dal Commissariato di Cefalù segue di pochi anni il sequestro preventivo del giugno 2011 eseguito dal medesimo Commissariato sempre su disposizione del Gip di Termini Imerese, quando fu rilevato che allora il locale non era in possesso delle autorizzazioni richieste dal testo unico delle leggi di p.s. per lo svolgimento di trattenimenti danzanti in quanto privo allora di un collaudo da parte della Commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo.

DOCUMENTAZIONE FILMATA…

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