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Il 27 gennaio 1945 venivano aperti i cancelli del lager di Auschwitz. Soltanto in quell’istante il mondo scoprì l’orrore dei campi di concentramento nazisti. In quei luoghi, oggi in territorio polacco, furono commessi efferati crimini che hanno segnato la storia dell’umanità.
Anche numerosi militari castelbuonesi sono stati vittime della Shoah. Alcuni non tornarono più in paese, altri invece, dopo avere sofferto tanti stenti riuscirono tra mille peripezie a riabbracciare i loro cari, in Patria.
Martedì 26 e mercoledì 27 gennaio 2016, in occasione delle cerimonie organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (Polonia), il sindaco Antonio Tumminello, che è stato invitato a partecipare in occasione della “Giornata Mondiale della Memoria”, ricorderà lo sterminio e le persecuzioni dei deportati di Castelbuono internati nei vari campi nazisti.
«Quella della Shoah – ha detto il sindaco Tumminello – è una delle pagine più crudeli che si siano  scritte. Un Olocausto che ha fatto 5 milioni di morti ebrei, a cui vanno aggiunte le centinaia di migliaia di vittime tra i prigionieri politici, deportati militari, omosessuali, Sinti e Rom. Anche parecchi nostri compaesani, molti dei quali oggi non sono più tra noi che furono deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto».
Il sindaco nel suo viaggio a Cracovia e Auschwitz ricorderà alcuni castelbuonesi che hanno vissuto quelle tragiche giornate. Tra loro, Sebastiano Biundo classe 1923, deportato a Mauthausen e liberato dagli americani; Giuseppe Di Paola, classe 1910, internato il 16 settembre 1943 nel campo di concentramento, Buchenwald. Sarà liberato alla fine della guerra; Rosario Guarcello, classe 1906, deportato a Bolzano il 24 gennaio 1945. Liberato l’1 maggio 1945.
Ed ancora Salvatore Sferruzza, classe 1920. Deportato a Dachau il 22 settembre 1943, destinato al lavoro forzato. È trasferito a Mauthausen il 6 dicembre 1943, dove arriva tre giorni dopo. Nel 1957 il Tribunale di Termini Imerese ha emesso una sentenza secondo la quale Sferruzza sarebbe presumibilmente morto in Russia. E ricorderà pure Giuseppe Spallino, soldato presso la 36^ Compagnia Genio Artieri della 15^ Divisione Fanteria “Bergamo”, catturato il 27 settembre 1943 a Spalato e deportato nel campo di concentramento Stammlager XVIIA nei pressi di Kaisersteinbruch, in Austria. Venne rimpatriato il 24 giugno 1945 per la liberazione.
Mercoledì 27 gennaio, infine, al Quirinale alle ore 11, nel corso della cerimonia in occasione sempre della “Giornata Mondiale della Memoria”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella consegnerà le medaglie d’onore concesse a deportati o familiari di cittadini deceduti che hanno vissuto la Shoah. Quest’anno, tra gli insigniti anche il castelbuonese Mariano Norata, classe 1916, ancora oggi vivente, il 24 novembre di quest’anno taglierà il traguardo dei 100 anni. L’8 settembre 1943, da militare si era ammutinato insieme ai compagni per non combattere contro i partigiani. Fu deportato dai tedeschi e costretto a due anni di prigionia in un campo di smistamento in Germania e successivamente trasferito in un campo per lavori forzati nei pressi di Stoccarda dove si costruivano linee ferroviarie.

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