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Condanno con fermezza l’atteggiamento dell’avvocato del boss Massimo Carminati contro il giornalista Lirio Abbate (a destra). Il legale del capo di Mafia Capitale è andato oltre le regole del diritto e della deontologia professionale ingiuriando il cronista de L’Espresso, che è un vanto non solo del mondo della comunicazione ma soprattutto dei cittadini del paese che gli ha dato i natali, la nostra Castelbuono.

Mafia capitale, la minaccia in aula contro il cronista

La scelta di Abbate di indagare il cancro che tenta di annientare la vitalità democratica della Sicilia, del Mezzogiorno e del Paese, lo espone alla reazione violenta di chi si sente minacciato dalla verità e dalla legalità. Quest’ultimo è un atto grave e preoccupante. Quando si fa informazione accurata e coraggiosa si rischia molto, ancora più se si raccontano i rapporti tra politica e criminalità organizzata. Ma Lirio Abbate deve continuare a denunciare le collusioni che fermano lo sviluppo del nostro Paese.

A Lirio la massima solidarietà e vicinanza, consapevole che continuerà a battersi per offrire un presente ed un futuro di giustizia, di libertà, di coesione sociale e di diritti.

Il Vice Presidente del Consiglio comunale di Castelbuono

Fabio Capuana (a sinistra)


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