CecalSrl

In occasione della Giornata della Memoria che ricorre il 10 febbraio alle ore 11 sarà apposta una targa in ceramica presso la sede del Comune ex Caserma La Masa in via Garibaldi, in ricordo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

L’iniziativa curata dai Lions Club di Termini Imerese Host e Cerere ha il patrocinio del Comune di Termini Imerese e la collaborazione dell’Istituto Stenio di Termini Imerese.

“E’ un modo – ha precisato l’assessore alla Cultura Donatella Battaglia – per consentire alla città di ricordare gli esuli istriani, fiumani, dalmati, che sono stati accolti fraternamente nel nostro territorio durante i tragici anni del secondo dopoguerra. Fare memoria è un esercizio importante che passa anche per segni evidenti che possono superare la quotidianità, per lasciare tracce indelebili del vissuto della nostra comunità”.

Dal 1948 al 1956 a Termini Imerese sono arrivati più di cinquecento esuli che furono ospitati nel campo profughi sito nella ex Caserma La Masa. I profughi provenivano da Fiume, Pola, Capodistria, Pinguente, città del confine orientale che in seguito al trattato di pace del 1947 sono state assegnate alla ex Jugoslavia.

Individui costretti a lasciare tutto e che furono accolti a Termini Imerese (una delle poche città disponibile a farlo) dove, dopo una iniziale e comprensibile diffidenza, furono accettati a braccia aperte. Ancora oggi alcuni di questi esuli vivono in città. La signora Grazietta Brassich giunse a Termini Imerese nel ’49. Dopo aver trascorso sette anni nel campo profughi sposò un termitano il signor Bruno. In occasione della cerimonia di domani anche altri ex profughi che tuttora vivono nel territorio, parteciperanno alla giornata commemorativa come Lucia Hodl, Maria Grazia Bortul.

Alla cerimonia saranno presenti l’assessore alla Cultura Donatella Battaglia, i Presidenti dei Lions club rispettivamente Fabio Lo Bono club Cerere e Giuseppe Canzone club Host, la dirigente scolastica dell’Istituto Stenio, Loredana Bellavia e altri rappresentanti delle istituzioni pubbliche.

 

Aurora Rainieri

 

 

CONDIVIDI