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La Casa Editrice Arianna di Geraci Siculo presenta Lunedì 29 febbraio 2016 ore 18 a Palermo, Villa Niscemi, il libro “Come una carezza” di Giuseppe Romano.

Scrive nella prefazione del libro il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando:

Leggendo questo bellissimo libro si sente l’odore del caffè siciliano e il gusto della birra bavarese, il rumore assordante dei motori in fabbrica e il chiacchiericcio pettegolo,
la dimensione comunitaria mediterranea e l’individualismo mitteleuropeo, la malinconica tristezza di una corriera e la potenza finanziaria di una multinazionale, l’omosessualità discriminata e derisa e l’omosessualità accettata e rispettata, la preghiera nel ricordo di un familiare tragicamente e prematuramente morto e il valore simbolico e consolatorio di un cofanetto… Mobilità come specchio di umanità e, così, al termine della lettura, resta
forte la convinzione che siamo tutti Antonio, che siamo tutti migranti.

Interverrano tra gli altri Leoluca Orlando, il Dirigente Scolastico Pietro Attinasi e la Direttrice della Casa Circondariale del Pagliarelli Francesca Vazzana.

L’autore è Giuseppe Romano, Palermo 03/02/1963. Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 1982, si arruola un anno più tardi nell’allora Corpo degli Agenti di Custodia, dove, assegnato alla Casa Circondariale “Sollicciano” di Firenze, vi presta servizio fino al 1987, anno in cui viene trasferito all’Ucciardone di Palermo in occasione del primo grande maxi-processo alla mafia. Il periodo fiorentino è stato ricco di riflessioni e di elaborazioni poetiche, nel quale l’autore ha coltivato l’idea e l’ispirazione per il romanzo Poco più d’un uomo, culminato nel 2002 con la definitiva stesura del libro. Questo romanzo delinea la nuova vena ispiratrice che caratterizzerà gli altri lavori, sempre improntati ad uno stile leggero e sobrio, ma nello stesso tempo profondo di riflessioni e di autentiche rivelazioni filosofiche, sull’uomo e sulla vita, senza mai perdere di vista la realtà che lo circonda e che impregna ogni istante le vicende umane. Dall’87 ha lavorato a Palermo nell’antica fortezza borbonica dell’Ucciardone, poi in quella di recente costruzione del “Pagliarelli”, con la qualifica di Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria che lo scrittore definisce: “una vera e propria fucina di storie e personaggi, nella quale si può attingere la penna della vita”. Dopo “Poco più d’un uomo” pubblica “Marsalone Rocco” (2005) dedicato alla sua città natale che diventa, quindi, lo spunto per raccontare il suo passato, quello dei genitori e dei nonni, di tutti i palermitani che hanno vissuto il triste periodo della guerra e della ricostruzione. Il personaggio, catturato da un fervido occhio critico, rappresenta l’anima più intima di un popolo che vive quasi ai margini della società, in quei quartieri antichi simbolo stesso della palermitanità: la Vuccìria, il Borgo Vecchio, Ballarò. Come una carezza tratta l’emarginazione sociale ed il lento riscatto degli omosessuali all’interno della famiglia e della comunità. Tratto da una storia vera, è una full immersion nel tessuto sociale dell’Italia post-bellica, nel quale vengono narrati volta per volta gli episodi salienti della vita politica, culturale e sociale dell’Italia degli ultimi quarant’anni.
Dopo l’incontro con Lorenzo Rulfo, giovane, ma noto autore-regista teatrale, Romano scrive Quella voce nell’angolo e si dedica alla sceneggiatura del cortometraggio su sfondo storico Goffredo del Battellaro.
Oggi vive a Bagheria, con la propria famiglia.

 

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