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Al suo rituale religioso è legata la tradizione dei “Virgineddi”,che trova fondamento nella devozione per il Santo, padre dei poveri e degli umili. Le famiglie che hanno fatto il voto“a prumisa” al Santo, offrono un pranzo, prima ai bambini e poi a tutti coloro che sopraggiungono. I preparativi dei “Virgineddi” si protraggono per diversi giorni. La preparazione delle pietanze, poiché molteplici, richiedono tante ore di lavoro e maestranza. Si inizia con la preparazione del pane di cui si lavora la pasta artisticamente fino ad assumere diverse forme: “ u’vastuni di San Giuseppe”, “u’panarieddudubamminieddu”, “a Madonna”, San Giuseppe…. Si passa poi a dolci, quali: “i sfinci di San Giuseppi”, “i schuocchi” e “a pigniulata”. Si continua con le fritture di vario genere come i carciofi, i cardi e i broccoli in pastella, il baccalà fritto e per finire “a ghiotta”, piatto tipico della “tavolata”. Si cucina solo in occasione dei “Virgineddi”, ed è una portata ricca di verdure di stagione e di pesce cotto “all”agru e duci” (all’agro-dolce). Nella stessa giornata, a pranzo viene cucinatala pasta con le lenticchie, la pasta con i finocchi e salsa e il riso con i finocchi. A troneggiare sulla “ lunga tavolata” è l’altare dedicato al Santo, arricchito non solo di pietanze e dolci, ma soprattutto delle svariate forme di pane. Siedono a capo tavola due anziani a rappresentare Giuseppe e Maria e accanto ad essi un numero imprecisato (sempre dispari) di bambini (i virgineddi).

Questa tradizione, un tempo molto diffusa tra la popolazione, oggi continua a mantenere gran parte delle sue consuetudini grazie all’impegno e al lavoro svolto con dedizione da tutti i soci dall’Associazione L’Aurora O.N.L.U.S. di Aliminusa e si svolge presso le SuoreMaestre Pie Filippini.

Anna Cicero Presidente Associazione L’aurora onlus

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