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Tutto pronto per i riti della Settimana Santa di Alimena, in provincia di Palermo. Celebrazioni che possiedono una propria particolare struttura narrativa, che si esplica nei riti e nelle cerimonie del Giovedì e del Venerdì Santo, per culminare nella domenica di Pasqua.
Le confraternite rappresentano le vere protagoniste di tutta la ritualizzazione, narrano da sempre la Passione di Cristo, corroborate dalla forza evocativa delle Lamentanze che narrano lo strazio della perdita. Il coro che si dispone a semicerchio durante la Lamentanza, è composto da prima voce, seconda voce e bassi. L’uso dei lamenti, canti polifonici aventi ad oggetto la Passione di Cristo e il dolore della madre, in dialetto e in latino storpiato, risale al 1700. E Alimena è uno dei pochi centri siciliani che ancora conserva questa straordinaria tradizione.
Il programma prevede due giorni intensi di rappresentazioni. La sera del Giovedì ha luogo la tradizionale fiaccolata delle miniature, meglio conosciuta come “Processione senza parrini” in cui vengono portate in processione le urne del Cristo deposto, dell’Addolarata e della Maddalena illuminate da ceri e accompagnate dalle lamentanze. Il corteo parte alle ore 22 dalla chiesa del Carmelo, in Corso Vittorio Emanuele, percorre poi via Roma, via fondachi, la gradinata del Calvario in via Catania e ritorna alla Chiesa del Carmelo.
Il Venerdì Santo si apre al mattino con la tradizionale visita ai Sepolcri, realizzati in tutte le chiese del paese. Il momento più toccante è la processione, così organizzata: la statua del Cristo è issata in una Croce ai piedi della quale ci sono le statue della Madonna e di Maria Maddalena; quando la processione giunge al Calvario, la statua del Cristo è staccata dalla Croce e riposta nell’urna.
La processione parte alle ore 20 dalla Chiesa Madre sita in corso Vittorio Emanuele, percorre via Roma, via fondachi. Arriva alla chiesa del calvario e si dirige verso via Cavour, via guastaferro, via Roma , via San Francesco d’Assisi, via cancellieri, via Capitano Cilibrasi, via Garibaldi per poi ritornare alla Chiesa Madre.
Ed è il momento in cui la processione raggiunge il suo acme, proprio nella salita e nella discesa della scalinata della chiesa del Calvario, in via Catania, che crea un effetto sorprendente grazie alle fiaccole accese e tenute in mano dai confrati.
Come sottolinea l’assessore alla cultura di Alimena, Mari Albanese: “Tutta la struttura narrativa della nostra Settimana Santa regge sulla bellezza e sull’unicità delle nostre lamentanze. Un tesoro immateriale da salvaguardare e far conoscere. Non a caso l’estate scorsa abbiamo organizzato il Festival delle eredità immateriali, invitando altri gruppi di cantori, provenienti da altri centri siciliani, a confrontarsi sulle diversità e peculiarità di questi importanti canti polifonici. Un percorso che è solo all’inizio e che verterà sulla valorizzazione delle nostre tradizioni per costruire un turismo culturale legato alle particolarità dei riti della Settimana santa. La presenza, sempre più frequente, delle nuove generazioni all’interno delle confraternite fa ben sperare per il futuro”.

Alberto Samonà

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