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Sentendo il Sindaco che si dichiara entusiasta e soddisfatto della sospensione dei suoi provvedimenti da parte del Tar mi è venuta in mente la fiaba “Gli abiti nuovi dell’imperatore”, quando a un certo punto un bambino, con la sua voce genuina, dice ciò che tutti pensano: “Il re è nudo”. Pur dando merito al Sindaco di essere uno straordinario comunicatore – che ha parlato di una presunta sinergia con il Tar mentre allo stesso tempo risulta depositata un’istanza di rigetto della stessa sospensiva – dubito fortemente che in due settimane possano essere risolti gli asseriti problemi tecnici, che invero non sono stati né affrontati e né risolti in tre mesi (sono meno di 20 mila i pass emessi), e rimane inspiegabile e illogico l’atteggiamento di chiusura dell’Amministrazione, che in modo contraddittorio ammette i propri errori e le proprie mancanze, sottolineando sostanzialmente l’inadeguatezza delle società partecipate, Sispi e Amat in primis, alle quali a partire dal 24 dicembre era stata affidata la gestione del rilascio dei pass per le Ztl, senza tuttavia proporre alcun reale correttivo.

In particolare trovo inaccettabile che la Sispi, la società che si occupa in modo esclusivo del sistema informatico comunale con un costo di circa 13 milioni di euro l’anno, non sia stata in grado di garantire il rilascio informatico dei permessi e che l’Amat – soggetto a mio avviso illegittimamente titolare della riscossione delle tariffe – abbia causato ritardi, disagi e di fatto danni all’intera collettività con la sua oggi evidente disorganizzazione. E’ singolare che di fronte a questo stato dei fatti l’Amministrazione perseveri nelle sue posizioni oltranziste invece che avviare quel processo di partecipazione, tanto proclamato da Leoluca Orlando in campagna elettorale e che invece è stato fortemente tradito proprio in occasione di un provvedimento che coinvolge tutte le categorie.

Entrando nel merito dei provvedimenti l’Amministrazione continua a non valutare alcune oggettive criticità dei suoi atti e confonde le Ztl con le pedonalizzazioni. In primo luogo il Piano generale urbano del traffico non è stato ancora definito nella sua interezza e non è stato aggiornato né adeguato al sistema del tram. In secondo luogo, allo stato attuale, nessun documento contabile prevede le entrate derivanti dalle Ztl. Per cui non è chiaro chi e come possa riscuotere queste somme. Terzo: le Zone a traffico limitato e le relative tariffe, infatti, hanno come obiettivo la riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle aree in cui l’inquinamento si registra. Nel nostro caso, paradossalmente, le aree di sforamento delle emissioni nocive sono tutte esterne all’area attualmente prevista dalle Ztl (si veda centralina di Di Blasi, con 69 sforamenti annui a fronte dei 35 consentiti) e le centraline interne all’area registrano soglie di inquinamento entro i limiti previsti dalla legge.

Da questo punto di vista le tariffe – che per legge devono essere commisurate all’inquinamento – non hanno nessuno fondamento normativo o scientifico. Ugualmente viziata per eccesso di potere è la disposizione che prevede l’obbligo di pagare le Ztl per il solo fatto di avere un’auto parcheggiata nell’area in questione, anche se non viene utilizzata e quindi non inquina. Da questo punto di vista, a mio avviso, le violazioni coinvolgono e limitano anche la libertà personale e di movimento.

Ritengo che l’Amministrazione debba rivedere totalmente le sue posizioni e le sue scelte, garantendo altresì servizi pubblici ed evitando questo scontro improduttivo con quanti credono fortemente nel cambiamento culturale ma che dubitano che questi metodi, illogici e inadeguati, possano realmente determinarlo.

La vicepresidente vicaria
del Consiglio comunale di Palermo

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