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Con la straordinaria, trascinante conclusione di Carlo Smuraglia che il congresso ha fatto propria per le puntuali, chiare  indicazioni di impegno ideale e politico, si è in serata concluso il Congresso provinciale a Palermo con l’approvazione all’unanimità del documento congressuale, l’elezione del Comitato Provinciale, dei delegati al congresso nazionale (Ottavio Terranova, Giusy Vacca, Letizia Colajanni, Angelo Ficarra) e con la conferma a Presidente di  Ottavio Terranova. Il congresso che in mattinata aveva conferito la tessera ad Honorem a Simona Mafai per la sua partecipazione alla Resistenza e per la battaglia per la emancipazione e per la libertà delle donne, ha registrato una importante partecipazione di giovani, due delegazione di studenti, una venuta da Catania per incontrare il Presidente Smuraglia,  e si è concluso in una atmosfera festosa al canto di “bella ciao”.

DOCUMENTO DEL CONGRESSO PROVINCIALE DELL’ANPI Palermo “COMANDANTE BARBATO”

La conclusione di un quinquennio assai intenso di attività perseguito dall’Anpi Palermo “Comandante Barbato” segna , con il Congresso qui inauguratosi a Palermo il 30 marzo 2016, con la partecipazione straordinaria del presidente nazionale Carlo Smuraglia, una ripartenza nella continuità, pur con un preciso mandato, ai compagni eletti a ricoprire e ad esercitare i compiti direttivi statutari , di perseguire finalità e obiettivi di ordine ideale e organizzativo indicati dalla stessa relazione introduttiva e dalle raccomandazioni emerse dal dibattito congressuale, approvate e acquisite agli atti.

Il Congresso, concludendo i suoi lavori, esprime un’unanime soddisfazione per il fatto che il suo dibattito abbia approfondito la riflessione sulla straordinaria risposta del popolo italiano alla provvida decisione dell’ANPI di aprire le porte dell’associazione a quanti, pur non avendo partecipato direttamente alla Lotta di Liberazione, di essa avvertono non solo il prezioso inesauribile contributo ai valori fondanti della nostra Carta Costituzionale ma anche l’ampio, unitario, ricco messaggio che da quella lotta contro la barbarie nazifascista ancora oggi arriva alle nostre coscienze. Contestualmente approva, proiettandola verso un’ulteriore valorizzazione, l’azione politico-culturale costantemente e unitariamente perseguita dall’Anpi Palermo “Comandante Barbato” tendente a riscoprire, nonché a dare pubblico rilievo e degna memoria, ai dati umani e storici relativi alla partecipazione dei siciliani alle lotte antifasciste, alla Resistenza e alla guerra di liberazione. Questo, sulla linea di una riflessione unitaria sulla storia lunga e travagliata delle lotte popolari siciliane contro le oppressioni e i poteri mafiosi di ogni tipo e rilevanza; lotte, i cui contenuti e i cui obiettivi sono costitutivi di un grande patrimonio civile da cui i partigiani siciliani traevano consapevolmente ispirazione nel loro stesso impegno ideale e militare contro il nazifascismo e che costituisce gran parte dello specifico contributo di cultura democratica offerto alla Resistenza dall’antifascismo meridionale nel suo complesso e da quello siciliano in particolare. Di tale contributo, continuano ad essere titolari in Sicilia sia gli eredi diretti dei molti conterranei che, fuori della Sicilia, nel Nord dell’Italia, diedero le loro giovani energie e spesso la loro vita alla guerra di liberazione (indimenticabili organizzatori e dirigenti politici e comandanti militari della Resistenza, migliaia di partigiani combattenti e di caduti, centinaia di medaglie e di riconoscimenti al valore, per un numero complessivo che è il più rilevante del Mezzogiorno); sia tutti quanti si riconoscono come appartenenti, ancora memori e fieri, di quella grande ed ultrasecolare tradizione di lotte popolari per la libertà e per la giustizia che fu all’origine anche del rifiuto da parte di molti giovanissimi, e degli oltre ottocentomila militari che dopo tale rifiuto furono deportati in Germania dai nazisti, pur cresciuti nel clima retorico del regime fascista, di aderire alla repubblica di Salò, e poi, anni dopo, nel 1960, di altri giovani e giovanissimi che sarebbero scesi in piazza a difesa della democrazia e della Costituzione, pagando un significativo prezzo di sangue al tentativo neofascista dell’infausto governo Tambroni.

Si tratta di un complessivo lascito di memoria civile che l’Anpi Palermo “Comandante Barbato” ha in questi anni opportunamente ricostituito, soprattutto con un lavoro di informazione e riflessione attivato nelle Scuole anche sulla base della convenzione stipulata con il MIUR in coincidenza con il 70° della Liberazione, e con le pubblicazioni della collana dei Quaderni dell’ANPI Sicilia; un lascito che si affida, per una continuazione e per un potenziamento, ai nuovi dirigenti eletti dal Congresso. Se ne è avuta una più intensa e organica ricostituzione, anche critica, e sempre deliberatamente non retorica ma storicamente fondata, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia e del 120 anniversario dei Fasci dei lavoratori siciliani (movimento troppo a lungo cancellato dalla memoria, che fu al suo tempo la più rilevante mobilitazione di massa in Europa dopo la Comune di Parigi) assunto come matrice storica della cultura democratica siciliana confluita nell’antifascismo.

Sulla medesima linea di recupero della memoria, è particolarmente vivo, e toccante, tra l’altro, nella rilevazione del lavoro già svolto, e nel ricordo degli intervenuti a questo Congresso, lo straordinario momento dell’abbraccio a Portella della Ginestra della lotta partigiana di tutta Italia con le lotte di liberazione del mondo del lavoro e del movimento contadino in difesa della dignità degli esseri umani.

Certamente l’assai rilevante balzo in avanti degli aderenti all’ANPI registratosi in Sicilia negli ultimi anni è da mettersi in relazione, oltre che al recupero della memoria e alla riscoperta di tante esemplari esperienze di donne e di uomini siciliani della Resistenza, con l’acquisizione e la maturazione della consapevolezza, congiunta persino a un legittimo orgoglio, di una siffatta specificità siciliana. Questo soprattutto per il dialogo fruttuoso intessutosi nelle Scuole con le nuove giovani generazioni grazie all’importante protocollo di intesa raggiunta dall’Anpi con il Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e anche, più in generale, tramite gli esiti positivi del più ampio dibattito attivato in una larga opinione pubblica sui valori nazionali, democratici e patriottici da difendere a fronte di una deriva antidemocratica che ormai da troppo tempo caratterizza il corso delle repubblica italiana.

Pericolo, quello della deriva antidemocratica, sul quale in più punti  richiama l’attenzione ilDocumento Congressuale che il Congresso dell’Anpi Palermo recepisce integralmente e assume come riferimento fondamentale del suo orientamento.

Il Documento Congressuale, al quale si rinvia, richiama e descrive una situazione di pericolo di cui sono un fattore rilevante le campagne di revisionismo storico che, a vario titolo in questi ultimi trent’anni, hanno fatto da sfondo e da sponda a diverse operazioni politiche e ideologiche tendenti a demolire il patrimonio antifascista e l’insieme dei diritti fondamentali del mondo del lavoro, che costituiscono la base morale e politica del nostro Paese; e, soprattutto, denunzia con forza un odierno processo involutivo che minaccia le istituzioni repubblicane: le attuali iniziative legislative per modificare la Costituzione, in un “combinato-disposto” con la legge elettorale che lascia prevedere l’avvento di una pseudo democrazia populistica ed autoritaria, agli antipodi del lascito storico della Resistenza.

A fronte di così gravi pericoli che incombono sulle stesse sorti civili della Patria, il Congresso di Palermo, conferma e sottolinea l’importanza della difesa dell’autonomia dell’ANPI,  innanzi tutto da ogni partito, affinché la sua riflessione e la sua azione siano le più ampie, inclusive e proficue possibili, a salvaguardia e ad esaltazione della sua funzione di coscienza critica della democrazia e della società.

La dichiarata e fermamente ribadita autonomia rispetto a tutti i partiti, non esclude, ma addirittura sollecita e rende stringente e vitale per tutti gli iscritti all’Anpi, e per quelli siciliani in particolare, l’impegno di nette scelte politiche, e di correlative azioni da attuare in difesa della democrazia e dei caratteri antifascisti delle Repubblica, un impegno nel quale si iscrivono anche quelli per la lotta ad ogni forma risorgente di razzismo nel confronto con le questioni di accoglienza civile e di trattamento solidale dei perseguitati e dei poveri delle migrazioni epocali; per la lotta contro le nuove forme di fascismo di nuovo emergenti in Italia e in Europa, con i suoi turpi simboli e slogan; per la lotta contro i fondamentalismi e i fenomeni di intolleranza che alimentano gli attuali conflitti nello scenario mondiale; per la lotta alla mafia soprattutto nei suoi aspetti più recenti di organica compenetrazione con una dilagante corruzione della politica e della pubblica amministrazione; per le lotte delle donne e per tutte le altre relative a questioni di pari opportunità e diritti civili di pari accesso al lavoro, ai saperi e ai diritti universali, nonché per quelle a difesa della natura e dell’ambiente invitando ad esercitare il diritto di voto per il referendum del 17 aprile p.v.

In tale quadro si darà concreta attuazione, con le più ampie purché coerenti alleanze, e con un lavoro di informazione e di propaganda, ad iniziative tendenti a conseguire la vittoria del NO nella prossima consultazione referendaria per le modifiche apportate alla Costituzione. Così, l’Anpi Palermo, a partire dalle urgenze di una difesa tanto ferma quanto non meramente conservatrice, della Costituzione repubblicana, con il fondamentale obiettivo di tutelarne i valori democratici, continuerà a prodigarsi in un ulteriore esercizio per una memoria attiva della Resistenza e dell’antifascismo.

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