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Una giornata da ricordare quella di domenica 3 Aprile. A Piano Sempria si è svolta nel migliore dei modi la seconda Giornata Ecologica “Ripuliamo Il Bosco”. Ancora una volta un gran numero di appassionati e amanti della natura hanno ripulito una vasta area del nostro patrimonio boschivo. Circa una cinquantina i partecipanti che hanno lavorato duramente inerpicandosi tra i boschi che circondano Piano Sempria, rimuovendo moltissimi rifiuti alcuni dei quali si trovavano nell’area già da diversi decenni. Il gruppo di lavoro formato dalle tante Associazioni che hanno aderito all’iniziativa e da molti volontari ha rimosso dai nostri boschi una quantità di circa 450 kg di immondizia.
Una grande squadra al servizio della natura. L’abilità di lavorare insieme, per una visione comune, la destrezza di dirigere ogni realizzazione individuale verso un obiettivo organizzato è stato questo il carburante che ha permesso a persone comuni di ottenere risultati non comuni e difficilmente raggiungibili individualmente. Di certo quello che rimarrà di questa giornata è la consapevolezza che si può cambiare il modo di vedere, di vivere e di amare la natura.
Amare la natura non significa soltanto assaporarla in ogni sua forma o ammirarla nella sua infinita bellezza, significa soprattutto rispettarla. Non c’è amore senza rispetto e il rispetto nasce solamente quando si ha la consapevolezza del valore e della dignità di ogni essere vivente. Quel valore e quella dignità che anche ogni essere umano possiede. Il rispetto è ciò che è dovuto ad ogni persona in quanto persona, così come ad ogni più piccola parte della natura in quanto prolungamento di noi stessi. “Ti rispetto se tu mi rispetti”, dicono oggi tanti giovani. Abbandonati troppo presto a loro stessi. In un mondo che forse insegna a battersi per ottenere qualcosa, ma che non insegna mai la gratuità dell’amore. Giuriamo e spergiuriamo, proclamiamo grandi verità e poi ci contraddiciamo, ci vantiamo di essere coerenti e poi crolliamo sotto il peso dell’impostura. L’uomo deve rendersi conto che occupa nel creato uno spazio infinitamente piccolo e che nessuna delle sue invenzioni può competere con un minerale, un insetto o un fiore. Un uccello, uno scarabeo o una farfalla, il muschio, un albero, un filo d’erba meritano la stessa fervida attenzione di una scultura o di un quadro dei più grandi artisti.
Per questo dobbiamo iniziare a pensare al futuro e al benessere dell’ambiente nel quale viviamo: è lì che passeremo il resto delle nostre vite. Amare la natura e rispettarla significa soprattutto pensare al futuro. Non solo per noi stessi, ma anche per i più giovani. Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
Lo scopo di queste giornate non è esclusivamente legato al lavoro per il benessere della natura. Quello che nasce da queste ore trascorse nei boschi è una coscienza comune che permea l’intero gruppo: una cultura del rispetto. La natura unisce da pari a pari persone lontanissime tra loro per condizione di fortuna, si baciano come nate insieme; diceva un famoso drammaturgo inglese. Quello che si è creato negli ultimi mesi è un gruppo affiatato, una squadra di individui che hanno obiettivi comuni e dove il lavoro e le competenze di ogni membro si incastrano in quelle dell’altro come in un mosaico senza distorsioni ed insieme producono un modello di livello superiore. Un modello al quale affidare il futuro della nostra terra.
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Quello che tutti noi dovremmo domandarci è cosa facciamo veramente per crescere quello che sarà il futuro capitale umano e sociale della nostra collettività, cioè i nostri figli. Cosa facciamo attualmente per fortificare le competenze necessarie a questo particolare tipo di capitale, che è il più importante? Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo? Oltre alle previsioni apocalittiche, siamo capaci di trasmettere ai giovani quella fiducia che spesso permette di avviare la spinta propositiva e creativa delle persone? Dobbiamo chiederci quali saranno i cittadini del futuro e come li stiamo crescendo. Dimentichiamo troppo spesso che il futuro dei nostri figli dipende proprio da noi, oggi, subito. Spesso non ricordiamo di indicare loro quale sia la strada da intraprendere per cercare un equilibrio tra il benessere materiale e quello dell’anima. O magari, data la difficoltà per noi stessi di trovarlo, non proviamo, per lo meno, a cercarlo insieme a loro. È dunque nostro e di tutti il compito di ripensare e ridefinire il rapporto tra uomo e natura e poi trasmetterlo alle generazioni future. Nel nostro rapporto con essa, scopriamo di aver bisogno della natura per vivere. È per questa ragione che la paragoniamo a una madre che ci nutre e ci sostiene. Da essa prendiamo elementi necessari al nostro sviluppo non soltanto fisico, ma anche psicologico e spirituale. Una volta si diceva che la natura può vivere senza l’uomo, ma che l’uomo non potrebbe mai vivere senza la natura. Tuttavia oggi, che si è più consapevoli delle implicazioni della natura con la vita umana, vediamo che queste due realtà sono necessarie l’una all’altra per sopravvivere. Da questa consapevolezza deriva l’imperativo di prendersi cura e proteggere l’ambiente da ogni forma di inquinamento, così come di non sfruttarlo spietatamente per ragioni di lucro o di dominio politico. È nel cuore dell’uomo che la vita dello spettacolo della natura esiste; per riuscire a vederlo, bisogna sentirlo.
Il Madonie MTB Resort, la Pro Loco di Castelbuono, L’Associazione Naturalistica Francesco Minà Palumbo, Castelbontà, l’Associazione Volontariato Ypsigro, l’Associazione Culturale Glenn Gould, L’AGESCI Castelbuono, la Consulta Giovanile di Castelbuono e Discovery Madonie tengono a ringraziare tutti i partecipanti alla seconda giornata ecologica. In particolar modo si ringrazia Agri-etica, il Biscottificio Paolo Forti, il panificio Marannano, Il Vecchio Forno, il panificio Pina Forti, il Rifugio F.Crispi, il panificio Tumminello, l’azienda Fiasconaro, il DonJon e il MiniCash di Rosario Scancarello per il supporto offerto alla manifestazione. Si ringrazia inoltre l’Amministrazione Comunale per la presenza e in particolar modo il grande aiuto nella raccolta offerto dall’Assessore Marcello D’Anna.
Si precisa inoltre che gran parte dell’area dovrebbe essere bonificata dalla grande presenza dei rifiuti edilizi che si sono accumulati negli anni e che tutt’oggi infestano ancora i nostri boschi. Si vuole ricordare all’Amministrazione Comunale il necessario recupero degli ultimi sacchi di rifiuti rimasti nei pressi di Piano Sempria.
La natura offre all’uomo tutto ciò che la società moderna si dimentica di dargli.

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