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La fisica ha registrato diverse rivoluzioni non solo scientifiche, ma delle vere e proprie rivoluzioni culturali. Una di queste è rappresentata dalla teoria della relatività generale con la quale Albert Einstein collegò il concetto di gravità alla geometria dello spazio e del tempo. Cento anni dopo la pubblicazione della teoria della relatività generale, Einstein sarebbe felice di poter vedere un fenomeno che prova la sua teoria: la rilevazione diretta delle onde gravitazionali.
Già nel 1919, in occasione di un’eclissi totale di Sole, Sir Arthur Eddington rilevò all’isola Príncipe un fenomeno che, pur controverso, rappresentò la prima conferma della teoria della relatività: lo spostamento della luce delle stelle dovuto alla curvatura dello spazio-tempo determinata dalla grande massa del Sole e predetta da Einstein quattro anni prima. Anche la cosiddetta croce di Einstein è la conseguenza della suddivisione della luce di una supernova in quattro percorsi diversi dovuta alla curvatura dello spazio-tempo. Oggi, a circa cento anni dalla pubblicazione della teoria della relatività, la rilevazione di onde gravitazionali dovute alla fusione di due buchi neri rappresenta un grosso passo in avanti nella comprensione della teoria ed offre la possibilità di osservare l’Universo con occhi nuovi.

Proprio di questa rivoluzionaria osservazione e delle profonde implicazioni sulla possibilità dell’uomo di conoscere l’Universo ci parlerà, domenica 8 maggio, il Prof. Giovanni Peres, dell’Università di Palermo, un fisico che sa essere anche un appassionante divulgatore.
La conferenza, che si terrà alla Sala delle Capriate alle ore 17,30 è stata organizzata dal Club per l’UNESCO di Castelbuono-Madonie e dall’associazione CastelbuonoSCIENZA, grazie alla collaborazione della Dott. Loredana Prisinzano, ricercatore presso l’INAF di Palermo.

Anna Maria Cangelosi e Giuseppina Palumbo

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