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Alla Real Cantina Borbonica di Partinico è stata posta la prima pietra per la costituzione del Consorzio Olio Igp Sicilia, su iniziativa della delegazione palermitana della Confederazione italiana agricoltori. La proposta mira a unire in un solo organismo tutta la filiera siciliana – produttori, frantoi, imbottigliatori e distributori – per poter cogliere al meglio il recente riconoscimento avuto dall’Unione Europea, ed è stata lanciata nel corso del convegno “Olio Igp Sicilia, un’opportunità di crescita”. E’ stata la prima occasione che ha messo insieme dopo l’attestato dell’Ue le istituzioni, a cominciare dall’assessore regionale all’Agricoltura, Antoinello Cracolici, e i produttori.

“L’Europa ha finalmente riconosciuto quella che è una delle eccellenze siciliane, ma c’è il rischio che di questo importante risultato possano avvantaggiarsi solo alcuni attori della filiera. Con la creazione del consorzio, la Cia vuol riequilibrare i ruoli all’interno della filiera, un organismo che punti alla crescita del settore e che nasca dall’unione di tutte le forze”, ha spiegato Antonino Cossentino, presidente della Cia Palermo.

CIA PARTINICO B“Il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta è il segno che la Regione ha fatto un passo in avanti per la promozione dei nostri prodotti. Questo deve però essere un punto di partenza, ci aspettiamo adesso che la Regione, attraverso il Psr, sostenga i produttori e consenta loro di poter acquisire quel valore aggiunto che arriva dall’Igp”, ha aggiunto Antonio Terrasi, direttore della Cia Palermo.

“Abbiamo da oggi – ha detto l’assessore Cracolici – la possibilità di far vincere il campionato all’olio siciliano, tutto ciò dipenderà dalla capacità che avranno i nostri produttori a cogliere la sfida di valorizzare la filiera e promuovere ricerca e innovazione per migliorare la qualità. I criteri  che abbiamo impresso al nuovo Psr puntano a favorire l’aggregazione tra i produttori, la chiusura della filiera, la tracciabilità e soprattutto una strategia comune di tutto il comparto che guardi ai mercati internazionali. Nel mondo ogni anno milioni di persone  passano da uno status di indigenza ad uno status di benessere, questo fa aumentare in maniera esponenziale la domanda globale  di qualità e sicurezza alimentare. La Sicilia deve diventare la terra della bellezza e del cibo di qualità. L’olio può essere l’ambasciatore di questo grande progetto.”

Il convegno, che ha registrato il tutto esaurito, è stato aperto dall’intervento in video dell’europarlamentare del Pd, Michela Giuffrida, che mercoledì 25 maggio presenterà a Bruxelles l’olio Igp Sicilia ai colleghi europarlamentari con una degustazione. Al convegno è intervenuto anche Maurizio Lunetta, presidente del Comitato Igp Olio Sicilia: “Presentiamo in anteprima l’Igp Sicilia, un momento storico importante per il settore che può uscire dall’anonimato e firmare il proprio olio extravergine di oliva. L’olio sarà prodotto, molito e imbottigliato in Sicilia, chiudere qui la filiera ci permette anche di migliorare la tracciabilità”. Il valore medio della produzione siciliana di olio di oliva negli ultimi anni, secondo i dati della Regione, è stato di 160 milioni di euro, 350 mila le tonnellate di olive prodotte, 50 mila quelle di olio. Di questo il 15% è destinato all’autoconsumo, il 45% al mercato regionale, il 30% a quello nazionale e solo il 10% all’export.

“Con il marchio Igp finalmente viene promossa l’eccellenza siciliana. Ora inizia la partita nuova con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, imbottigliatori, frantoi e soprattutto produttori”, ha sottolineato Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars.

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