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L’inserimento della RLS (Reddito Lordo Standard) come pre-requisito per l’accesso ai bandi del nuovo PSR 2014/2020, limita notevolmente le aziende delle aree interne siciliane in quanto la redditività stabilita per coltura impone superfici aziendali difficilmente reperibili nella marginalità del territorio. (A titolo di esempio un ettaro di seminativo vale 730 Euro come RLS e pertanto necessitano almeno 20 Ettari di terreno seminativo per partecipare ai bandi).A lanciare questo appello è di Antonio Bufalino,responsabile del dipartimento agricoltura del PD.
Maggiormente difficoltosa diventa per i giovani che intendono avviare un’attività in agricoltura, in quanto, come primo insediamento, dovrebbero avere una base aziendale già formata e con RLS non inferiore ai 15.000 Euro.Tale situazione ha del paradossale se messa in relazione con la Banca della Terra che darebbe ai giovani terreni incolti o seminativi e quindi con un RLS di gran lunga insufficiente alla soglia di accesso ai bandi.In precedenza, la delibera di giunta del Governo Regionale n° 162 del 22 giugno 2015, “Programmazione 2014/2020 – Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), ha approvato le seguenti cinque aree interne della Sicilia: “Terre Sicane, Calatino, Nebrodi, Madonie, Simeto Etna”, escludendo in toto le Aree Interne di Caltanissetta ed Enna dalle provvidenze della nuova programmazione per circa 160 milioni di Euro.Con l’introduzione del RLS a 15.000 Euro diventa difficile la partecipazione ai bandi per le aziende di tali areali in prevalenza cerealicole.Con tali parametri, l’insediamento dei giovani è concesso solo a chi subentra in un’azienda produttiva mentre restano esclusi coloro i quali vogliono insediarsi ex novo in agricoltura.La domanda sorge spontanea: è una strategia per dichiarare definitivamente la morte delle aree interne? Le Amministrazioni Regionali ne sono a conoscenza e consapevoli? Esiste un piano strategico supplementare? “Sarebbe auspicabile –conclude Bufalino-cheprima della pubblicazione dei bandi, si cerchi di affrontare e risolvere tale insostenibile situazione che rischia di compromettere il futuro non solo dei territori ma delle popolazioni che vivono in tali areali: necessitano delle risposte urgenti ed efficaci, con piani attuativi preferenziali per il raggiungimento di obiettivi certi.”
ventimiglia
“Nelle Madonie –aggiunge l’ Architetto “Indigeno Madonita” Mario Ventimiglia – con il vecchio PSR ho potuto fare progetti per giovani imprenditori con appena tre ettari di terra, oggi con il nuovo PSR bisogna avere una Produzione Standard di € 15.000 nelle zone C e D e di € 25.000 nelle altre zone, e quindi:
1. Seminativo Ha 20.89 Zona C e D nelle altre Ha 34.81
2. Ortaggi Ha 1.77 “ “ Ha 2.95
3. Vigneti Ha 1.88 “ “ Ha 3.13
4. Oliveti Ha 10.04 “ “ Ha 16.74
E nelle altre Regioni obiettivo 1, cioè messi male come noi?
Calabria con una PS di € 12.000/15.000
Puglia “ € 15.000
Campania “ € 12.000/15.000
Considerando però che il rapporto ettaro/coltura non è lo stesso in tutte le Regioni risulta che la situazione ad esempio PSR della Regione Campania, è la seguente:
1. Seminativo Ha 12.95 Zona C e D nelle altre Ha 16.19
2. Ortaggi Ha 0.83 “ “ Ha 1.04
3. Vigneti Ha 1.84 “ “ Ha 2.30
4. Oliveti Ha 5.52 “ “ Ha 6.91
Come si può vedere la differenza è notevole, se si considera poi che nello stesso PSR Sicilia 2014/2020 approvato, si legge nella analisi swot di pag.43 e seguenti che “……. SI CONFERMANO I FENOMENI DI POLVERIZZAZIONE STRUTTURALE ED ECONOMICA DEL SISTEMA AGRICOLO SICILIANO, IL 53% DELLE AZIENDE HA UNA SAU INFERIORE A 2 ETTARI, IL 49,4 % UNA PRODUZIONE STANDARD INFERIORE A 4.000 EURO…”. aggiungo, ma nessuno dei partecipanti ai cosiddetti tavoli di concertazione si e’ accorto che sostanzialmente non si consentira’ alla meta’ e più delle aziende siciliane di partecipare agli aiuti comunitari, e men che meno ai giovani che volessero avvicinarsi al mondo agricolo? Con buona pace dei proclami sulla biodiversità, sulla multifunzionalità, sulle attività extra agricole etc. etc. etc.

Come è chiaro il minimo delle PS è stato fissato dalle Regioni, come recita l’art. 19 paragrafo 4 terzo capoverso del Reg. UE n. 1305/13.
E adesso che si fa?”Non sono un burocrate-conclude Ventimiglia- ma penso che, essendo la questione prettamente politica, agendo su due fattori forse si può ottenere qualche risultato:
1. Considerare la Produzione Standard, già indicata, da raggiungere nel Post investimento, tra l’altro agevolerebbe la differenziazione della produzione aziendale;
2. Facendo leva sulle premialità che verranno stabilite dalle Disposizioni Attuative delle varie Misure.
Peccato che non c’è più la Barresi mi hanno sempre detto che è bravissima. Ma come nel PSR Sicilia 2014/2020 c’è la sua firma? …. e siccome io non credo al caso, e al fato, l’indirizzo è chiaro AVANTI LE GRANDI AZIENDE, i piccoli………pazienza.

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