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Gigi Petyx, soprannominato da giovane il “paparazzo rosso” per la sua capigliatura fulva, festeggia sessant’anni di vita trascorsi dietro un obiettivo con una serie di mostre organizzate, in lungo e largo, in varie città italiane e particolarmente in Sicilia.

Castelbuono, ormai “città della fotografia” per le tante iniziative realizzate dalla Associazione Culturale Enzo La Grua, non poteva mancare nel rendere omaggio al grande fotoreporter. Vincenzo Cucco, responsabile ed animatore del “Settore Fotografia” della predetta Associazione ne condivide il progetto assumendone l’incarico che diventa realtà, anche grazie al patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Castelbuono.
Contemporanea alla inaugurazione della mostra presentata dallo stesso Vincenzo Cucco, ospitata presso il Centro Studi Marco e Rosa Speciale in Piazza Margherita, la presentazione del Libro “Palermo Petyx” edito da Dario Flaccovio, scritto e presentato dalle giornaliste Laura Grimaldi e Claudia Mirto
In 250 pagine le autrici sono riuscite a sintetizzare sessant’anni di storia attraverso le immagini e gli aneddoti più significativi della carriera di Petyx.

Il Sindaco Antonio Tumminello e l’Assessore alla Cultura Gianclelia Cucco, presenti alla manifestazione, sono intervenuti con opportune e puntuali precisazioni riguardo all’importanza che tale evento ricopre per la cittadina da loro amministrata. Vincenzo Cucco apre l’incontro tracciando una sintesi biografica di Gigi Petyx fin da quando, ancora giovanissimo con i calzoni corti inizia la sua attività di fotografo presso alcuni studi fotografici occupandosi di matrimoni e battesimi per poi approdare nell’atelier di Giusto Scafidi. Quest’ultima esperienza gli permetterà contatti con i giornali per i quali curerà servizi sportivi e reportage di cronaca nera e giudiziaria. Quasi impossibile elencare tutti gli eventi cruciali e i protagonisti che Gigi Petix ha fotografato e le foto che hanno illustrato libri e periodici italiani ed esteri: l’omicidio del boss Michele Navarra, l’arresto di Luciano Liggio, Ninetta Bagarella, l’omicidio del procuratore Pietro Scaglione, il terremoto del Belice, il disastro aereo di Montagna Longa, le marce e i digiuni di Danilo Dolci e i tanti artisti ed intellettuali che frequentavano la città di Palermo che viveva il boom economico, l’emancipazione femminile e le tensioni sociali delle lotte di classe.

Vincenzo Cucco, considerato l’immenso archivio fotografico del fotoreporter Petyx, nella qualità di curatore, precisa i motivi della scelta dei temi affrontati e presentati in mostra.
Due temi volutamente molto distanti fra loro . I “picciriddi” colti dallo scatto fotografico nel particolare momento del gioco di cui vengono evidenziate le varie tipologie quali: la trottola, le biglie, la cavallina, il nascondino, mosca cieca, bandiera, acqua fuoco e fuochino. Giochi che si inquadrano nel tempo in cui i bambini si divertivano con poco, un tempo in cui la povertà era fonte di ricchezza e i bambini giocavano per strada. Il tempo in cui bastava poco per accendere la fantasia e la creatività: piccole pietre, gessetti, pezzi di legno, corde e tutto, magicamente, era pronto per divertirsi insieme. Si dice che il gioco sia figlio del suo tempo e le fotografie di Gigi Petyx ne sono una dimostrazione.
L’altro tema è invece legato alla cronaca nera del periodo agosto / settembre 1958.
Una sola immagine rappresenta l’uccisione del dottore Michele Navarra, boss di Corleone, massacrato con 92 proiettili all’interno della sua 1100 nera ridotta ad un colabrodo. Gesto che scatenò a Corleone una guerra che sarebbe durata fino al 1963.
A questa segue immediatamente, con una selezione di 5 immagini, il funerale del triplice omicidio di Pietro Maiuri e dei fratelli Marco e Giovanni Marino del clan rivale dei Navarriani, conseguenza della sparatoria provocata da Bernardo Provenzano, in cui quest’ultimo resta ferito. In questa sequenza, particolare attenzione è rivolta all’immagine del dolore nelle mogli degli uccisi. Due temi come già detto in netto e stridente contrasto fra loro ma che in realtà rendono molto bene le due facce di una terra difficile e contraddittoria come la nostra in cui riso e lacrime spesso convivono.
Perché la Sicilia è …..questo paesaggio che ignora le vie di mezzo… che non è mai meschino, terra terra, distensivo, umano,; questo paese che a poche miglia di distanza ha l’inferno attorno a Randazzo e la bellezza della baia di Taormina, ambedue fuor di misura, quindi pericolosi; questo clima che c’infligge sei mesi di febbre a quaranta gradi…. Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima, questa tensione continua di ogni aspetto, questi monumenti, anche del passato, magnifici ma incomprensibili perché non edificati da noi e che ci stanno intorno come bellissimi fantasmi muti; tutte queste cose hanno formato il carattere nostro che rimane così condizionato da fatalità esteriori oltre che da una terrificante insularità di animo.”

La mostra curata da Vincenzo Cucco è stata allestita presso il Centro Studi “ Marco e Rosa Speciale”, in Piazza Margherita / Castelbuono e sarà fruibile fino a Domenica 5 giugno 2016 dalle 10,30 alle 13,00/ dalle 17,30 alle 20,00 (per info: [email protected] / www .fotoconcorsolagrua.it)

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