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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il discorso ufficiale del Presidente del Consiglio comunale di Cefalù, Antonio Franco, per la Festa del 70° anniversario della Repubblica, celebrata ieri in Sala consiliare.                                                                                           Saluto cordialmente l’ill.mo sig. Sindaco, i sigg. Assessori e i Consiglieri, le Autorità Militari, i rappresentanti delle associazioni e, in particolare, del Movimento Adulti Scout MASCI, con cui mi complimento subito per avere promosso e attuato la significativa, efficace e toccante manifestazione di oggi, tutti i concittadini e amici dei concittadini qui presenti e, in ultimo ma non certo da ultimo, lo stimato collega e titolatissimo studioso, Prof. Maurizio Degl’Innocenti, nostro atteso relatore.
Il mio compito istituzionale oggi mi induce anzitutto ad esprimere la grande soddisfazione, il plauso e la sincera gratitudine per quanti hanno reso possibile da organizzatori e patrocinatori quest’importante momento di commemorazione e di riflessione, nel 70° Anniversario del Referendum costituzionale del 2 Giugno 1946, con cui le Italiane e gli Italiani scelsero di essere cittadini di una Repubblica.
Voglio rendere, però, se possibile, ancora più veri, più sinceri, partecipati e profondi i sentimenti che esprimo, grazie ad un personale e sintetico contributo alla riflessione collettiva di oggi: a 70 anni dalla nascita della Repubblica Italiana è, a mio giudizio, prioritario l’omaggio memore, devoto e fiero, di tutti noi, a quelle Italiane e a quegli Italiani che, giovani e adulti, ancora profondamente scossi dalle vergogne del Ventennio fascista e dalle tragedie della Guerra, trovarono il coraggio e le energie per impegnarsi fino in fondo, molti fino al sacrificio della vita, con il sempre motivato intento di ricostruire, dal punto di vista fisico e morale, l’Italia: queste donne e questi uomini, in poco più di un decennio, non solo ritemprarono e ricostruirono la nostra Nazione, ma addirittura la portarono ad essere una delle prime al mondo per i frutti del lavoro, dell’ingegno, del gusto, dell’intraprendenza, frantumando tantissimi stranieri preconcetti e portando l’Italia a dialogare da pari a pari con le super potenze internazionali, ad essere nobile protagonista della costruzione dell’Unione Europea.
L’Italia ha poi attraversato anni bui e di riscatto, di caduta e di risurrezione, di degrado e di onore ma, senza dubbio, la lezione di quei primissimi tempi della Repubblica si mantiene di potentissima attualità: quanti, da figli e discendenti di quella generazione sofferente e coraggiosa, celebriamo il 70° Anniversario della sua scelta istituzionale, oggi dobbiamo rinnovare l’impegno ad essere come quelle donne che, con orgoglio, si recarono per la prima volta al seggio elettorale maturando la loro maggiore coscienza di essere parte fondamentale e imprescindibile della società italiana e riuscendo poi a eleggere loro leggendarie rappresentanti, vere protagoniste della nostra storia contemporanea; dobbiamo rinnovare l’impegno a essere come quegli uomini che edificarono la nuova Italia, in una sintesi dove i contributi giunsero senza distinzioni di età, classe, pensiero o livello culturale, di modalità, di contenuti o di tempi, ma tutto concorse a porre le fondamenta dell’Italia di oggi.
Oggi ci dobbiamo inchinare in memoria di quelle Italiane e quegli Italiani, inchinare davanti a quanti di loro, ancor in vita, rappresentano il patrimonio più prezioso della Storia di tutti noi, l’hard disk del sistema Italia, proiettato ormai profondamente nel III millennio ma radicato nel suo passato migliore e più formativo per queste e per le future generazioni. Sento il dovere, in particolare, di inchinarmi, con personale e devota emozione, nel ricordo di un uomo fra questi, mio padre, Angelo Gaetano Franco, che, nella difficile realtà di un piccolo paese di montagna qual è San Mauro C.de, al ritorno dalla guerra e in un paese distrutto, avvertì forte il senso di responsabilità di contribuire al riscatto e a ricostruire sconfiggendo ogni avvilimento: fu il Presidente del CLN locale e territoriale, fu nominato, poco più che trentenne, Commissario prefettizio nel 1946, estromise i mafiosi dalle radicate infiltrazioni nel Comune, adottò i provvedimenti più urgenti e opportuni per le emergenze drammatiche e, proprio in questi giorni di 70 anni fa, organizzò e gestì, con grande imparzialità, seppur fervente repubblicano e cattolico democratico, il Referendum del 2 Giugno che oggi ricordiamo e le elezioni per la Costituente, scegliendo poi di rimanere, per circa 30 anni, ad umile servizio dello Stato come dirigente dell’Ufficio del Lavoro, prima a San Mauro e poi qui nella nostra splendida Cefalù; sento il dovere, inoltre, di inchinarmi, con gratitudine per un suo gesto simbolico e significativo, dinanzi a mia madre che, con infantile incoscienza, piccola contadina di 9 anni in quella stessa San Mauro C.de, impugnò la bandiera Tricolore in testa a quanti sfidarono latifondisti e mafiosi per occupare le terre in base ai Decreti Gullo nel 1946, dei quali proprio mio padre garantì, in quel paese, corretta e protetta applicazione. Per le vie misteriose e complesse della vita e dell’amore essi, dopo molti anni, sono divenuti mio padre e mia madre: mi si perdonerà se li ho scelti, approfittando del mio ruolo istituzionale nella nostra Cefalù che con affetto sempre ricambiato li “adottò” fin dal 1962, per quella che vuol essere solo una testimonianza non tanto del mio perenne debito di figlio, quanto piuttosto del debito che tutti noi abbiamo, da cittadini italiani, verso le migliaia e migliaia di storie simili a queste che, maggiori, minori, di protagonisti o comprimari, stanno alle radici della storia dell’Italia Repubblicana.
I 70 anni sono, per una Nazione, ancora un compleanno di adolescenza o gioventù: rinnoviamo, quindi, con entusiasmo la memoria di quella nascita e trasmettiamola ai nostri figli con fierezza, con l’impegno che manifestazioni straordinarie come questa, per cui ringrazio ancora di cuore quanti l’hanno organizzata, patrocinata e messa in atto o vi stanno prendendo parte, possano trasferire le loro idealità nell’ordinario di ogni giorno, per renderci migliori, per rendere migliori le nostre Città, migliore la nostra Sicilia, la nostra Italia. W la Repubblica, W l’Italia!

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