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Forestali…Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e cieco di chi non vuol vedere !

Qualsiasi speculazione possa esserci dietro la gestione del comparto forestale, rimane estranea ai lavoratori stessi che non possono gestire, ma immaginare cosa possa esserci proprio perché la vivono sulle loro spalle. Quotidianamente notano le sofferenze che devono incontrare proprio perché visti con occhio diverso e messi sotto i riflettori sia quando lavorano che quando sono fermi. Criticati, ma a testa alta perchè sono vittime di un sistema che è sempre stato manovrato e gestito da fattori esterni al comparto stesso. Essere criticati rimane sempre un osso duro da digerire ma, quando si dice che “chi ha la coscienza a posto non deve temere più di tanto”, questo mette i punti fermi su chi ha il diritto di giudicare…..
Facile dire e dare colpe a coloro che vogliono trovare un capro espiatorio in questo “the day after” ma, come sempre è l’operaio che viene messo in primo piano. Rigetto le accuse a nome di una categoria che non vede nessuno scopo a proprio favore e cioè nell’effettuare giornate lavorative in più nel caso sia l’artefice di tale scempio quindi di piromane forestale, in quanto per legge per 5 anni non si può lavorare nel terreno appena bruciato. Questa e tante altre problematiche interne, non sono a conoscenza di tanti oratori e sentir parlare il sindaco Orlando, il ministro Alfano e tanti altri nell’ additare ai lavoratori parole,pensieri e dubbi solo per screditare una categoria rimane di una meschinità sempre più difficile da digerire.
Pur sapendo che i problemi sono a monte, si rimane ciechi nell’accettare tale affermazione e far finta di capire che il tutto debba essere risolto con la collaborazione di chi vive il problema, fà di tutto questo il male che purtroppo ancora oggi è sotto l’occhio di tutti. La prevenzione nei boschi è l’anima essenziale per poter partire con l’attività, seguita successivamente dal servizio antincendio perché se non metti i lavoratori in tempo utile in campo per effettuare i viali parafuoco, e non si mette nelle condizioni di effettuare il lavoro nel migliore dei modi,non serve a niente far partire la campagna antincendio dal 15 Giugno, perché a tale data già il rischio incendi è in massima allerta, visto l’erbaccia e le sterpaglie già ad altezza uomo. Se si aspetta che Roma dia l’input con i fondi e/o conoscendo la burocrazia nazionale e regionale nel far partire la campagna antincendio, il rischio di veder ripetere nuovamente l’apocalisse siciliana di questi giorni rimane sempre un fattore da mettere in preventivo. Bisogna gestirsi da soli, trovare i fondi sin da subito e preservare tali somme per la gestione del comparto, con mesi in anticipo rispetto a maggio o massimo giugno, in quanto per tale periodo già il sistema di prevenzione o manutenzione boschiva già deve essere già a buon punto, e stesso procedimento per il servizio antincendio che per tale periodo deve essere in regola con tempi e mezzi per scattare al pit stop in tempi perfetti e senza condizionamenti negativi.
Quindi quando si parla di nuova gestione e nuova riforma (ricordiamo che i tempi massimi di Cracolici sono in scadenza) , questo deve essere posto in evidenza, ma siccome tutti sanno e nessuno vuole applicare, il problema rischia di portarsi avanti nel tempo, proprio perché non si vuole dare soddisfazione a coloro che sanno e vivono il problema, perchè “i guai da pignata i sapi a cucchiara che l’arrimina” (i problemi di casa li conosce chi li vive) e ammettere l’evidenza rimane un’utopia per tanti….
Si parlerà ancora per un periodo con proclami e promesse, ma tutto finirà lì, confermando sempre che si spende e si spande in modi anomali e solo per il gusto di farlo, perché mancano i criteri costruttivi, (non quelli per le proprie poltrone o tasche personali) pur sapendo che prevenire è meglio che curare, come dice la pubblicità e, se i politici non vogliono sentire, oggi dobbiamo farci una ragione pur sapendo che, erroneamente parlando e scrivendo in tempi fuori limite si spende sempre tanto e male e, questo non è fare riforma ! Quando si vuole costruire qualcosa di positivo, nelle buone famiglie ci si siede al tavolo con i diretti interessati (cioè i lavoratori) chiedendo pareri e delucidazioni in merito e, voi pensate che il Governo si siede con i forestali al tavolo di concertazione per parlare di cosa ne pensi,cosa và,attrezzature,abbigliamento,aspetti socio-lavorativo e quant’altro ? Anche questo mette i lavoratori nelle buone condizioni di operare serenamente ! Lo faranno ?…………a voi la risposta, quindi……

Antonio David – Forestalinews

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