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Un tentativo di cancellare 517 anni di storia, cultura e fede di un popolo

Oltre settecento cittadini di Geraci Siculo, piccolo, incantevole e lussureggiante Borgo sulle Alte Madonie, ricco di storia, arte e tradizioni, si organizzano in comitato pubblico per richiedere al loro Vescovo di Cefalù, Mons. Vincenzo Manzella , che i beni mobili esistenti presso l’ex Monastero delle Benedettine, soppresso nell’estate 2015, ed inaspettatamente asportati a cura del citato Vescovo, possano essere restituiti alla comunità geracese, perché li custodisca a perenne memoria storica, come segno tangibile della presenza delle Monache benedettine di clausura nel territorio montano delle Madonie.
Il Monastero delle Benedettine “S. Caterina V.M.”, di “clausura papale”, sorto intorno all’anno 1492 ad opera di un gruppo di “donne ritirate” , (consolidatosi in istituzione monastica benedettina il 26 ottobre del 1498) ha proficuamente operato nel territorio, per ben 517 anni, lasciando un segno magnifico di umanità e di spiritualità, indelebile nella storia della Città, per le tante opere di bene, a favore di uomini, donne, bambini, sacerdoti e religiosi di ogni dove, compiute dalle monache avvicendatesi nei secoli dietro le grate claustrali.
Forse dello stesso parere non è stato il Vescovo Manzella, quando, avendo soppresso il Monastero delle Benedettine, perché ormai ridotto ad una sola presenza monacale, con atto assolutamente inaspettato e non curante delle proteste spicciole dei cittadini, ha letteralmente spogliato e portato via dal monastero tutti i beni materiali ivi esistenti tra cui: mobili, porte, quadri, paliotti di altare, reliquiari, calici, beni d’uso quotidiano, stoviglieria, biancheria, paramenti sacri, arredi sacri e liturgici, anche di pregio, e già utilizzati nell’annessa chiesa di S. Giuliano, documenti d’archivio relativi agli oltre cinquecento anni di vita monacale, libri antichi e moderni e tutto quanto appartenuto al vissuto quotidiano delle suore, riferendo, inoltre, in pubblica assemblea del 3 luglio 2015, che avrebbe proceduto, nel più breve tempo, anche alla vendita dello stesso immobile del Monastero.
Anche in questa occasione il Nostro Vescovo non ha esitato a schernire il popolo geracese, invitandolo a fare offerte per tale vendita; cosi come, nelle operazioni di asporto, il suo segretario aveva invitato una cittadina ad accettare in dono due “casce” (cassapanche) forse a tacitazione delle sue proteste per quanto già operato.
Ove i beni mobili siano allocati non ci è dato di saperlo con certezza, pare che taluni , scarto di “70 sacchi di spazzatura” (per definizione del Vescovo stesso) siano stati distribuiti in varie chiese e in locali della Curia della Diocesi di Cefalù.
Il Comitato cittadino, dopo avere tentato più volte, ma invano, un approccio sereno, un serio dialogo rispettoso e filiale con il proprio Pastore, dinnanzi a questa chiusura ermetica ha formulato una circostanziata petizione, sottoscritta dagli oltre 700 cittadini e sostenuta on line da geracesi emigrati e tanti altri ( oltre 300), attenti alla cultura, alla storia, alle tradizioni del popolo geracese.
La petizione è stata inoltrata oltre che al Vescovo Manzella anche al Santo Padre Francesco e a tutti gli uffici pubblici in qualche modo interessati alla questione: Prefettura ( FEC fondo nazionale per il culto, in quanto proprietario dei beni ecclesiastici passati alla Stato in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del 1866 cui faceva parte anche il nostro Monastero delle Benedettine), Assessorato per i Beni culturali e per l’Identità siciliana , Soprintendenza ai Beni culturali della Sicilia, ecc.
Destinatario della petizione è stato anche il Parroco della comunità di Geraci Siculo, Don Francesco Sapuppo da Castelbuono, che, forse, nel desiderio di ottenere una particolare attenzione anche da Nostro Signore, ha pensato bene di esporre tutti i fogli contenenti le firme dei cittadini all’interno della Chiesa Madre nella navata laterale di fronte al SS. Sacramento.
Quindi nell’ impossibilità, e nel diniego tassativo di un fattivo dialogo con il Vescovo Manzella, chiuso non solo alle semplici richieste del gruppo promotore, ma anche all’ umile richiesta di buona parte dei componenti della comunità ecclesiastica, il Comitato, giocoforza, ha dovuto intraprendere l’azione di rivendicazione, non tanto per il valore venale dei beni medesimi, che, se pure non trascurabile, non è il motivo ispiratore di detta rivendicazione, quanto, piuttosto, per il profondo attaccamento al “vissuto plurisecolare”, e culturale, e spirituale, e umano, e sociale, che le Monache benedettine hanno trasmesso a quanti si sono a loro avvicinati per qualunque motivo.
E’, infatti, questa la motivazione profonda che ispira l’azione determinata del popolo di Geraci, volta, prioritariamente, a conservare la “memoria” di oltre cinque secoli di efficacia presenza benedettina, principalmente, a beneficio delle future e nuove generazioni, anche attraverso l’ istituzione ufficiale nello stesso immobile dell’ex Monastero di un “Museo Benedettino”, luogo di custodia dei segni di questa presenza e testimonianza viva dell’opera spirituale e umana svolta dalle monache.
L’idea del Museo all’interno del monastero è stata alimentata dalla manifestazione della Sovrintendenza ai BB. CC. di sottoporre il bene medesimo a vincolo, nonché dalla disponibilità manifesta del Comune di Geraci Siculo ad acquistare l’immobile. Infatti, nel nuovo bilancio 2016 Il Consiglio Comunale, a votazione unanime della maggioranza tutta, ha già stanziato una discreta somma finalizzata a tale scopo.
Un repertorio fotografico sommario dei beni custoditi un tempo nel monastero potrà ricavarsi dalle seguenti pubblicazioni, edite nei decenni scorsi:
– Monastero benedettine S. Caterina V.M., Gangi 1998;
– M. C. Di Natale, I tesori nella Contea dei Ventimiglia. Oreficeria a Geraci Siculo, [1995] Geraci Siculo 2006;
– Forme d’arte a Geraci Siculo. Dalla Pietra al Decoro, a cura di M. C. Di Natale, Geraci Siculo 1997;
-G. Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo 2009.
1000 sottoscrittori attendono con pazienza la risposta dagli Uffici destinatari della petizione, nella certezza che l’attenzione alla cultura, alla fede e alla storia di un popolo sia l’unico motivo ispiratore delle decisioni che andranno ad adottare.
IL COMITATO CITTADINO GERACESE DE “ I BENI DEL MONASTERO E DELLA CHIESA DI S. GIULIANO RESTINO A GERACI” www.facebook.com/groups/1776414022588550