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La protesta dei cittadini dopo la chiusura del monastero delle benedettine ,sembra abbia portato a qualche novità. Il comitato che chiede la restituzione dei beni, degli arredi, dei
paramenti e degli oggetti sacri del convento che al momento sono stati asportati dall’edificio contro il volere del popolo ha incontrato l’amministrazione comunale. “ L’iniziativa è stata promossa da un comitato cittadino
costituito dopo la chiusura del monastero delle benedettine, ormai ridotto a una presenza monacale di clausura, che per cinque secoli, -afferma Pietro Attinasi -uno dei promotori della protesta, ha svolto un ruolo di «umanità e spiritualità, indelebile nella storia della città, per le tante opere di bene compiute dalle monache». Alla querelle estiva comuqnue si aggiunge una novità. Nei giorni scorsi il sindaco Bartolo Vienna ha convocato una riunione con il comitato e non solo, per informare che l’amministrazione comunale intende stanziare 90 mila euro da destinare all’acquisto dell’immobile, visto che il Vescovo lo scorso anno disse che lo avrebbe messo in vendita. Va da se che la cifra stanziata dal comune non basterebbe, cosi si è pensato di creare una “Fondazione” che possa raccogliere altri fondi al fine di poter acquistare l’immobile,il cui costo comunque non è stato ancora quantificato,sempre che ci siano le condizioni per poterlo vendere. Anche se l’obiettivo principale del comitato resta quello di riportare in paese tutti i beni mobili che erano custoditi all’interno del monastero, alcuni dei quali sono conservati e catalogati a San Guglielmo nella vicina contea di Castelbuono,altri nel palazzo vescovile di Cefalu’. Il comitato si batte affinchè venga trasformato in un sito museale.

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